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Ingredienti:
100 grammi di pasta integrale (le mie mezzepenne)
9 olive nere
9 cipolline sott’aceto
1 spicchio d’aglio
rosmarino
olio evo
sale q.b.Procedimento clicca qui
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(l’Iscrizione della nostra Associazione alla Consulta è stata protocollata con PG 456370/2019 Comune di Bologna in data 15/10/2019)
Questo giornale LetteralMENTE e, quindi, l’Associazione (“Sole e Luna”) e la radio (“LetteralMENTE Radio”), così come il nostro canale YouTube (“Finestra Libera”) e la micro casa editrice virtuale (“Snail’s Pace Edition”) dal 24 ottobre 2016 fanno parte ufficialmente della “Consulta per la tutela degli animali e degli habitat” Ufficiale del Comune di Bologna http://www.comune.bologna.it/consultaanimali/luoghi/167:37949 come da pdf che alleghiamo:
Re_ Consulte Comunali, conferma adesione alla Consulta per la tutela degli animali e degli habitat
http://www.comune.bologna.it/consultaanimali/contenuti/167:37937
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Questo articolo rivela elementi importanti della trama e della spiegazione di Profondo Rosso di Dario Argento, svelandone il significato, gli eventi e le prospettive migliori per apprezzarne i pregi. Se ne suggerisce dunque la lettura solo ed esclusivamente dopo aver visto il film, e non prima, per evitare di perdervi il gusto della prima visione.
Al di là di una filmografia indubbiamente altalenante, con alcuni titoli che era forse meglio evitare, Dario Argento ha il merito di aver consegnato alla storia due pellicole che resteranno per sempre tra le colonne portanti del cinema dell’orrore, cosa che registi dalle filmografie molto più solide della sua non possono vantare. Questi due film sono Profondo Rosso (la sua opera più nota in patria) e il successivo Suspiria (la sua opera più nota all’estero).
Il destino comune di tutti i film di paura è quello di perdere almeno in parte il proprio effetto col passare degli anni: il film invecchia, appare sempre più datato e comincia a perdere un po’ di quella magia che gli permetteva di terrorizzare gli spettatori quando uscì per la prima volta. Inutile girarci intorno: anche Profondo Rosso, che terrorizzò una platea enorme di spettatori quando uscì, nel lontano 1975, ha perso in parte questo potere e oggi non fa più paura come allora. Eppure, a differenza di tante altre opere coeve, il film di Argento possiede un fascino tutto suo che resiste e resisterà per sempre allo scorrere del tempo (e anche ai titoli meno riusciti del suo autore) e che ora andremo ad indagare.
Perché Profondo Rosso funziona così bene? Perché oltre ad una regia impeccabile e ad uno sfoggio fenomenale di tecnica (da questo punto di vista solo il trip onirico di Suspiria ha fatto di meglio), il film è specificamente progettato per fare emergere continuamente le paure inconsce dello spettatore.
…continua su (clicca qui)
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La Libreria “Il Rio”, che ospita solo le edizioni dei marchi Oligo Editore e Il Rio Edizioni, inaugura un nuovo ciclo di incontri dove, come dichiarato dal nome dell’iniziativa, sarà possibile incontrare “a tu per tu” gli autori della casa editrice mantovana.
Nella piccola e accogliente libreria di piazza Mantegna, accanto alla basilica di Sant’Andrea, tutti coloro che lo vorranno potranno, da soli o in gruppetti di due o tre persone, accomodarsi nel nuovo salottino ricavato tra libri e scaffali, per conoscere di persona e senza filtri lo scrittore ospite della giornata. Per inaugurare il primo ciclo di incontri, sarà ospite in libreria Helga Schneider, autrice della raccolta di racconti Per un pugno di cioccolata (Oligo Editore).
L’incontro con l’autore presso la Libreria Il Rio Piazza Mantegna 6 è dalle 16.00 alle 18.00 e alle 18.15 si terrà la presentazione del libro a cura di Davide Bregola, direttore della Collana “Χρυσός” (Oro) di Oligo Editore presso il Vestibolo di Sant’Andrea sempre in piazza Mantigna.
Questi dieci racconti narrano vicende di fame, sofferenza, speranza, miseria, memoria, guerra e solidarietà. Raccontano vicende degli anni ’30 e ’40 del Nazismo e del Terzo Reich, ma lo fanno nel modo sublime dei grandi scrittori: partendo da personaggi della quotidianità. Aguzzini che si intrecciano a fanciulle indifese, spie e anziani nascosti per sfuggire alla morte, donne eroiche e soldati fragili. La grande letteratura dell’autrice de Il rogo di Berlino e Lasciami andare madre (Adelphi) è qui rappresentata in pagine di lucida disamina dell’animo umano.
«In vent’anni del mio percorso letterario sono andata in moltissime scuole italiane per testimoniare della dittatura nazista, che ho vissuto sulla mia pelle da bambina. Intendevo sensibilizzare i ragazzi sulle leggi razziali nazifasciste che hanno causato l’uccisione degli ebrei e di altre minoranze innocenti mediante il soffocamento col gas, e poi bruciate nei forni crematori dei lager di sterminio. Ultimamente si avvertono precisi segnali che nelle scuole italiane non si insegni più la Storia contemporanea, per cui si parla e grida su tutte le strade e piazze “Fascismo! Nazismo!”, ignorando in realtà che cosa siano state le due dittature. Purtroppo sono venuti a mancare i veri testimoni, creando un vuoto di Memoria della Storia. Io sono una testimone del Terzo Reich e desidero offrire con i miei racconti un affettuoso monito che ribadisca ancora una volta: “Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla”». Helga Schneider
Helga Schneider nasce per caso nel 1937 in Slesia, paese dopo la II Guerra Mondiale assegnato alla Polonia, ma cresce a Berlino. Ha vissuto in Germania, in Austria, e dal 1963 vive a Bologna. Ha esordito nel mondo letterario nel 1995 con Il rogo di Berlino (Adelphi), che fu definito un caso editoriale. È la testimonianza della sua infanzia trascorsa a Berlino durante il regime nazista e la guerra scatenata da Adolf Hitler. In particolare, a sette anni appena compiuti, venne condotta assieme ad altri ragazzini rigorosamente ariani a far visita a Hitler nel suo bunker. Nel 1941, quando aveva quattro anni e il fratello diciannove mesi, la madre, con il marito già al fronte, abbandona la famiglia per diventare ausiliaria delle SS e guardiana prima al campo Ravensbruck e successivamente ad Auschwitz-Birkenau. Nel 1971 scopre che la sua vera madre è ancora viva, abita a Vienna, e decide di andarla a trovare. Ma sarà un incontro brevissimo e scioccante. La madre la invita a entrare in una stanza dove conserva nell’armadio un’uniforme, ovvero la divisa delle SS che indossava ad Auschwitz-Birkenau. A distanza di tanti anni dalla fine del nazismo, la donna è ancora fiera del suo passato. Tenta anche di regalarle una manciata d’oro, forse come risarcimento della sua latitanza materna durata trent’anni. Ma Helga, sospettando che si tratti dell’oro rubato nei lager, scappa via inorridita e torna a Bologna. Su invito di un’amica della madre, ventisette anni dopo il primo incontro, Helga torna a trovare la madre a Vienna, ma sarà ancora una volta un incontro traumatizzante, dal quale nascerà il libro Lasciami andare, madre (Adelphi).
Ha pubblicato: Il rogo di Berlino (Adelphi); L’usignolo dei Linke (Adelphi); Lasciami andare, madre (Adelphi); Il piccolo Adolf non aveva le ciglia (Einaudi); Io piccola ospite del Fuhrer (Einaudi); Stelle di cannella (Salani); Heike riprende a respirare (Salani); Un amore adolescente (Salani); Rosel e la strana famiglia del signor Kreutzberg (Salani); L’albero di Goethe (Salani); I miei vent’anni (Salani); L’inutile zavorra dei sentimenti (Salani). I suoi libri sono tradotti in oltre quindici lingue estere. Dal libro Lasciami andare, madre, una produzione indipendente inglese ha tratto un film.
fonte clicca qui, per l’acquisto del libro qui (inspiegabilmente il libro non è disponibile in versione digitale)
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Per questo mio rientro nelle tematiche teologiche, prenderò in considerazione il termine cattolico che deriva dal greco=universale. Katholikos=kata particella intensiva e òlos =tutto in dietro. In greco = Καθλικος, è questa l’etimologia che ci offrono i dizionari etimologici, si deve dire che anche nel campo etimologico, sia chiesa che il cristianesimo tutto hanno fatto un pò come volevano loro, ovvero; di ogni singola parola hanno scelto l’etimologia che più gli era congeniale allo scopo, della parola cattolico infatti c’è un’etimologia meno conosciuta alla gente comune, ma molto nota in ambito critico, prima di passare a quest’altra etimologia vale la pena dare qualche dritta storica sul termine cattolico, prendiamo dall’enciclopedia cattolica :” Il termine cattolico viene introdotto per la prima volta da Ignazio d’Antiochia (ca, 130 d. C,)” dove c’è Gesù li c’è la chiesa cattolica”la chiesa vetero cattolica nella sua concezione di cattolico si richiama a Vincenzo da Lerin, un…
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You can sip it warm or cold: the infusion of hibiscus thins the blood, tones veins and capillaries and helps to reduce edema.
It is the red flower that Hawaiian women adjust to their hair and that anyone crossing the Sahara desert still chews to defeat heat and thirst: it is called Hibiscus sabdariffa and it is an ancient species of vermilion hibiscus that grows in Africa, in the Caribbean and in India, a precious ally in the hottest climates. In fact, its petals (or rather, the calyx of the flower) contain flavonoids, polyphenolic compounds, anthocyanins and organic acids, a beneficial mix especially for the heart and for the whole cardiovascular system, which regulates the heartbeat and supports the blood vessels exhausted by the grip of heat.
The hibiscus keeps the pressure fluctuations away
In this season the heart can be affected by climatic changes, and this is why sometimes it seems to hear it beat in an unusually heavy way, or “to scrape” in the chest. The hibiscus, with a very long tradition as an antihypertensive remedy, is an excellent guardian of the heart muscle: thanks to the tannins, to the glycosides and to the flavonoids of which it is rich, it protects the blood vessels, thins the blood and makes the circulation more efficient; it also has a slight diuretic effect, which regulates blood pressure.The famous karkadè is made from it
When infused in boiling water, the red hibiscus glasses are transformed into a ruby-colored drink, a little acidulous and very refreshing, also known as karkadè, or desert tea. The infusion of karkadè is a treasure trove of antioxidants and this season is also excellent cold.Propose it on summer evenings as an alternative aperitif
With hibiscus and strawberries, also allies of the heart, a refreshing drink is prepared, ideal for hot summer nights. Prepare ice cubes using the hibiscus infusion (a tablespoon of dried flowers for 200 ml of boiling water, wait 10 minutes, filter and let cool). Pour the cubes into a glass jar, filling it for 3/4. Wash 200 g of strawberries, cut them into slices and pour into the jar. Let it rest for an hour at room temperature, shaking occasionally.With him you make the perfect herbal tea to fight arrhythmia
With hibiscus, orange, rose hip and lemon balm (in equal parts) an herbal tea is prepared which is a powerful protector of the heart. The dog rose, in particular, enhances the action of the hibiscus in defense of the heart muscle, keeping cholesterol at bay and regulating the pressure. Lemon balm has a calming action and orange, in addition to contrasting the formation of plaques in the arteries, gives the drink a pleasant aroma. Place a teaspoon of the mixture in a cup of boiling water and after 10 minutes filter. Drink the warm or cold herbal tea with a teaspoon of honey.In addition, hibiscus is an ally against cholesterol and stress
Its antioxidant action helps to neutralize the bad cholesterol that obstructs the veins and threatens the heart, preventing its deposition on the arterial walls. Its flavonoids, then, relax the nervous system and counteract anxiety and stress in a gentle way, regulating tachycardia of emotional origin, especially that which worsens at night.SOURCE: Riza



