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Nessun commento su Helga Schneider oggi su Rai1 Celebrazione Giornata della Memoria alla presenza di Sergio Mattarella -

Sulle note di Battisti, fuggivan via i pensieri tristi. Un fugace saluto si concluse con frasi sdolcinate o precluse l’avvio a una strada già creata. Percorsi per altre vie, una vita che andava verso un destino diverso. Mi trovai ad essere più sola. Sola con i miei pensieri, dovetti affrontare e superare ostacoli e false moralità. Caddi, inciampai, mi rialzai.
Imparai a ruggire e non sempre a subire. Abituata, ero stata, ad essere come donna, sottomessa ai compromessi. Donna, devi essere docile, mansueta, incline al pianto, un po’ triste, malinconica, fragile, con mille debolezze. Tutta frizzi e frivolezze, dovrai cercare solo chi, ti potrà dare sicurezza. Tutta la vita, ti servirà per appoggiarti a chi, la sua forza ti darà. Nella mia mente si aprì pian piano un varco. La mia maternità, divenne per me, la sola realtà. Il varco si allargò, uno spiraglio aprì le porte a una coscienza diversa. Tanta luce irradiò la mia mente, che per troppi anni, intorpidita e quieta in letargo, era stata. Quei raggi di rara potenza mi colpirono con tutta la loro violenza. Si alzò, d’un tratto, il velo che copriva i miei pensieri, i miei occhi, socchiusi, loro malgrado, videro una realtà diversa, si aprirono su un mondo surreale, che videro turbinare a spirale e come coriandoli le mie cento e uno verità. La mia tranquillità, la mia sonnolente passività, prese voce in un grido che in urlo si trasformò. Voltai pagina, cambiai compagnia, feci amicizie diverse, diventai una persona diversa. Lo specchio mi rimandò l’immagine, la mia, di un viso dagli occhi allegri e l’animo tormentato tra un passato rinnegato e un presente, a volte, immaginato e sperato diverso, che tendeva la sua mano verso un’esistenza dove si fermava il tempo e gli anni rimanevano verdi, l’esistenza trascorreva tranquilla come un letto di un fiume, mai in piena, con la sua voglia di correre, ridere, scherzare. Una bambina ero stata, ero cresciuta, cambiata, ora son più determinata. Nei suoi sogni ripensa al passato, il suo animo è romantico, la sua mente colma di rimpianti.Le mani, le sue, son piene di frutti, raccolti nei campi incolti e abbandonati, da chi, bambino si era dimenticato di essere: l’ingenuità si era trasformata in falsa pietà e la sola, loro corsa, è tesa solo verso falsi ideali che coprono la vita e la dipingono di grigio. la donna che ero, era sparita, avevo tanti amici che contagiavano con le loro risa, il suo timido sorriso. La sua risata cominciò quel giorno, imparò a divertirsi senza ansia e senza tradirsi, non riusciva più a smettere e in urlo si trasformò quel lontano eco e travolgendo sensazioni e pensieri contagiò e divertì un’intero mondo antico. Divertendosi aveva imparato che si può amare in modo diverso, si possono creare valori nuovi che possono essere urlati senza paura che non vengano ascoltati. Bensì, vanno comunque gridati perchè esploderanno , con furiosa rabbia, quando una mano toglierà loro la sabbia. Cambiare il mondo con ciò, non si potrà, ma ci sarà qualcuno, che comunque, sempre ci proverà. -

Mio padre ha i capelli brizzolati, i suoi occhi cambiano colore, a seconda dell’umore che ha in quel momento: sono azzurri se è felice, diventano più scuri e sono quasi verdi se è arrabbiato. lui vuole sempre essere aggiornato su tutto quel che succede nel mondo. Inoltre la sua curiosità lo spinge ad avere mille interessi: gli piace leggere(sia i giornalini che i libri gialli). per lui è motivo di svago, ascoltare i suoi CD: i suoi preferiti sono i cantanti che suonano musica rock, però no gli dispiacciono nemmeno alcune canzoni che appartengono al cosiddetto”genere leggero” e che piacciono anche a me. Mio padre ha pochi amici, con i quali esce per andare al cinema o a mangiare la pizza. Infatti gli piacciono molto i film ambientati in un certo periodo storico, storie che trattano la condizione umana e i film gialli. Il suo carattere è quello di una persona introversa: egli infatti sta’ volentieri anche in casa e in questi ultimi anni, il suo passatempo preferito è: accendere la play-station, inserire le cassette( le quali contengono storie molto affascinanti e il più delle volte, di difficile risoluzione), e si immedesima talmente tanto con i personaggi, che anche lui sembra diventare un eroe della storia. Per questo, usa tutta la sua pazienza per concluderlo al più presto. E’ una persona molto ordinata, gli piace che ogni cosa sia al suo posto e per questo, anch’io gli assomiglio molto. Quando io e lui, ci ritroviamo la sera, dopo il lavoro, a parlare, scopro segreti della sua infanzia che non immaginavo potessero essere avventure così fantastiche. Quando era ragazzino, mio padre aveva una compagnia di amici con i quali uscivano il pomeriggio e si divertivano ad escogitare escursioni sempre nuove in luoghi che potevano essere anche pericolosi. Durante una di queste esplorazioni decisero di visitare una grotta che era situata in una zona un po’ fuori città. partirono muniti solo di: torce, una forte curiosità verso ciò che immaginavano ci potesse essere dentro quell’anfratto, una cera dose di coraggio e di incoscienza. Per perlustrarla tutta percorsero corridoi lunghi, scivolosi, stretti e talmente bassi che per percorrerli, bisognava strisciare. Nel bel mezzo della visita le pile si spensero, l’oscurità divenne buio assoluto. la loro paura fu grande, aiutati dalla fortuna, riuscirono comunque a uscire indenni da quel cunicolo. La paura provata, non spense però, la loro curiosità, che rimase sempre viva insieme alla loro incoscienza. Questo fece sì che proseguissero, nei giorni a venire, nelle loro avventure. Per completare il ritratto sulla personalità di mio padre, noto in lui una forte volontà di salvaguardare la natura. Anche questo lato del carattere l’abbiamo in comune. lui ama gli animali, infatti non può sopportare, che nemmeno un piccolo insetto( come ad esempio una mosca) possa rimanere intrappolata in casa. Appena si accorge di ciò, prende delicatamente l’animaletto e lo fa’ volare fuori. Ama fare passeggiate nei boschi tra il verde e la tranquillità. Detesta le persone che non rispettano la natura e buttano cartacce o lattine sulla terra o sui prati. ha un sogno nel cassetto: vorrebbe fare un viaggio in Scozia. lo attraggono i castelli, il paesaggio suggestivo, che con le sue nebbie e le sue pioggerelline creano un alone di mistero verso questi paesaggi, che da sempre sono stati, al centro di tanti racconti e leggende.
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Seconda e ultima parte della mia passeggiatina di 6 km con la mia bretoncina Happy
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una passeggiata con il mio cane Happy una bretoncina silenziosa e dolce,nella periferia selvaggia di Sanremo.
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Episodio dedicato ad Alejandro, un nostro ascoltatore argentino-italiano che gentilmente ci ha mandato una mail, felice di averci conosciuto con i nostri programmi.
Una bella occasione per parlarvi del grande broadcaster argentino, con la sua storia e le modalità d’ascolto, anche con programmi in italiano.
Buon ascolto cliccando qui
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(se il player qui sopra non funziona, cerca la puntata nell’archivio)

Trovò la lettera dentro ad una bottiglia, portata dalle onde del mare in una di quelle mattine che amava trascorrere sulla spiaggia, in silenzio, in compagnia dei propri pensieri.
Amava quella tranquillità, che si respirava all’alba, quando ancora il mondo sembrava isolato in una bolla di sapone e i versi dei gabbiani che volavano alti e leggiadri nel cielo giungevano alle sue orecchie, rompendo quel silenzio ovattato. Amava il dolce sciabordare delle onde che lambivano i suoi piedi nudi che passeggiavano sulla sabbia, composta da un infinitesimo numero di granelli dorati.
Il suo sguardo era stato catturato da un oggetto, che si era arenato ai suoi piedi. Si trattava di una bottiglia verde, un tempo contenente birra. La prese in mano e vide con stupore che all’interno c’era un foglietto.
incuriosito, aprì la bottiglia, che era chiusa con un tappo di sughero ed estrasse con molta cautela il foglio ingiallito. Gli bastò una rapida occhiata per capire che si trattava di una lettera.
La carta era gialla e consumata, a causa della sua permanenza in mare aperto, però le parole si leggevano bene, anche se in certi punti erano un poco sbiadite, ma se ne intuiva comunque il significato.
Si sentiva emozionato, come se avesse scoperto un tesoro e ne fosse solo lui a conoscenza.
Fece un respiro profondo ed iniziò a leggere.
“In un limbo, in una sorta di immaginazione e realtà, io ti sogno bellissimo pensiero, ogni istante, ogni maledettissimo singolo attimo del giorno.
Mi accompagni in ogni mio momento della giornata, parte piccola di un tempo infinitamente grande, che si espande e si allunga a suo piacimento fino a non so quando.
Il tuo pensiero ha un posto nella mia anima, nel mio cuore, nel mio cervello; si fa largo, si contrae, si affievolisce con il passare delle ore, magari sostituito dalla routine, dai mille impegni che gravano su di noi come macigni.
Ma ciò che ci rende più leggeri è questo continuo sognare di mondi aperti, di vite parallele disgiunte, dove l’impossibile può diventare possibile, dove gli specchi della tua anima rimandano una tua immagine, sempre uguale di te stessa, ma diversa; di possibilità inesplorate, di avvenimenti sperati e mai vissuti, di fugacità nel raggiungimento di un appagamento solo momentaneo.
Ecco, il tuo pensiero mi riempie, colma quel vuoto esistenziale che si è venuto a creare in me piano piano, in seguito a delusioni, che hanno minato l’equilibrio instabile del mio cuore assopito, ma sempre in cerca di emozioni che lo risveglino.
Ti penso, e non posso fare a meno di pensare che la vita è breve, sono solo attimi che si concatenano tra di loro, a formare una linea parallela, che sai che è destinata a finire.
Non ti conosco, ma sei così importante.
Eppure cosa vuol dire conoscersi?
Sei tu che mi riempi, tu con i tuoi silenzi infiniti, con i tuoi misteri, con la tua vita a me ignota. La mente vaga alla ricerca di qualcosa che possa per un attimo distrarmi da questa vita, sempre uguale, sempre fine a sé stessa.Scrive a te adorabile sconosciuto, al quale arriverà puntuale il mio messaggio e chissà se arriverà.
Io aspetterò la tua risposta con calma, e se questo accadrà, io vivrò fino in fondo quell’attimo unico e irripetibile in cui per la prima volta sentirò di essere in sintonia perfetta con un altro essere umano.”
La lettera finiva così, nessuna firma, niente che potesse anche solo fornire una qualche traccia sulla misteriosa scrittrice. Sembrava la richiesta di aiuto da parte di qualcuno che si sentiva molto solo. Decise che avrebbe risposto, avrebbe anche lui affidato alla sorte la sua missiva, mettendo la sua lettera nella stessa bottiglia da lui ricevuta.
Forse qualcuno avrebbe letto anche la sua e si sarebbe creato così un filo invisibile tra persone mai viste, ma accomunate tutte da un destino comune e forse la sua lettera l’avrebbe letta proprio la sconosciuta. Chissà, tutto era possibile.
Si voltò verso oriente a guardare il sole che stava per sorgere e la consapevolezza che non era soltanto lui a sentirsi solo, ma che anche altre persone vivevano quella condizione, gli dette un momentaneo sollievo. Sperava di riuscire ad incontrare prima o poi la gentile sconosciuta, forse l’avrebbe incontrata proprio lì su quella spiaggia. Il suo sguardo si perse a contemplare l’orizzonte rosa e il suo cuore si gonfiò di speranza.


