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Si parla di Renzo, di LetteralMENTE (radio e giornale), di Maurizio Dj e Massimiliano Deliso, di Cristina Manzo, Bodhitaru e Fabio Cancilleri
La sua trasmissione “Radio Pirata” va in onda su RCS RADIO 91.5 fm Basso lago di Garda
RCS 98.6 fm Bassa Veronese e Lessinia e canale 783 DTT per Veneto, parte della Lombardia e parte dell’Emilia Romagna, in onde medie su MiniRADIOam.it 1512 Khz (MI VA NO), repliche su YastaRADIO.com

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La più prestigiosa associazione di nutrizionisti al mondo, l’American Dietetic Association, afferma che “le diete vegetariane correttamente bilanciate sono salutari ed adeguate dal punto di vista nutrizionale”. Una dieta vegetariana, intesa sia come latto-ovo-vegetariana che vegana, è in grado di soddisfare le raccomandazioni correnti per i nutrienti chiave.
Va notato che quando si dice “correttamente bilanciata” non si intende che per una dieta vegetariana siano necessarie maggiori attenzioni che per una dieta onnivora: anche una dieta onnivora per essere adeguata deve essere “correttamente bilanciata”, non è certo automaticamente tale; anzi, va aggiunto che è più facile bilanciare una dieta 100% vegetale rispetto a quella onnivora media che prevede purtroppo cibi animali ad ogni pasto.
Anche i latto-ovo-vegetariani devono fare attenzione a non commettere errori “da eccesso”:
Non cercare di sostituire la carne nei pasti aumentando l’assunzione di cibi animali indiretti (latticini e uova): così facendo può addirittura venire incrementata l’assunzione di grassi e proteine animali e per contro risulta significativamente penalizzata l’assunzione di cibi di origine vegetale, con le già descritte conseguenze per la salute. Occorre ricordare che anche latte, uova e loro derivati sono cibi animali ricchissimi di grassi e privi di fibre e che per ottenere vantaggi per la salute la loro presenza nella dieta deve essere ridotta al minimo e meglio ancora eliminata.
Assumere in modo variato cibi appartenenti a tutti i gruppi alimentari vegetali.
Solo in caso di rilevata carenza, allora occorre porre in atto alcuni accorgimenti per aumentarne l’assimilazione, che sono: privilegiare l’assunzione di legumi, ricchi in proteine e ferro, abbinandoli nello stesso pasto a cibi ad elevato contenuto di vitamina C (come la frutta od il succo di limone) per esaltare l’assimilabilità del ferro. Evitare tutti i cibi che contengono calcio, tannini e fitati, nello stesso pasto in cui si assumono cibi ricchi di ferro, perché riducono l’assorbimento del ferro vegetale.
Per tutti i vegetariani (latto-ovo e vegani) è essenziale introdurre nella propria alimentazione una fonte affidabile di vitamina B12 (vedi FAQ sulle Vitamine).
Buona norma per tutti, onnivori inclusi, inserire nella dieta moderate quantità di semi e frutta secca (pistacchi, mandorle, semi di zucca, noci), ricchi di zinco e ferro. In particolare le noci contengono acido linolenico, un acido grasso in grado, secondo alcuni studi, di ridurre l’incidenza di malattie cardiovascolari.
Per i latto-ovo-vegetariani l’unica carenza realisticamente ipotizzabile è quella di ferro (che comunque è una carenza molto comune nelle donne in età fertile, indipendentemente dal tipo di dieta seguito). In tal caso è opportuno:
aumentare l’introduzione di ferro aumentando l’assunzione di legumi, broccoli, cavolo, verza, pane e altri farinacei integrali preferibilmente lievitati con lievito naturale e non chimico.
aumentare l’assimilabilità del ferro consumando nello stesso pasto cibi contenenti questo minerale, cibi ricchi in vitamina C e altri acidi contenuti nella frutta (come l’acido citrico).
evitare di assumere in un pasto ricco di ferro sostanze che ne riducano l’assorbimento, quali latticini (a causa del contenuto in calcio) e caffè, tè, cioccolato e vino (a causa del contenuto in tannini).
Per i vegani, a parte la già citata raccomandazione sulla vitamina B12, non vi sono punti d’attenzione diversi rispetto a qualsiasi altra dieta, elencati qui di seguito.
Iodio: le raccomandazioni per la popolazione generale prevedono di consumare sale da cucina iodato. Lo iodio è contenuto anche nelle alghe, ma in quantitativi variabili da un lotto all’altro, quindi non sono fonti affidabili.
Zinco: ne sono buone fonti i legumi (ceci, lenticchie, fagioli azuki) il germe di grano, nocciole, pistacchi, semi di zucca, tutti cibi ben rappresentati in una alimentazione 100% vegetale, inoltre l’organismo è in grado di compensare un ridotto introito di zinco aumentandone l’assorbimento. Per contro, l’assunzione contemporanea di calcio diminuisce l’assimilazione anche di questo minerale e pertanto una dieta ricca di latticini potrebbe predisporre alla carenza di zinco.
Calcio: questo nutriente è già stato discusso nella FAQ “I vegetariani sono a rischio di carenza di calcio?”. Il calcio alimentare è presente soprattutto nei cavolfiori e tutti i tipi di cavolo, nelle verdure a basso contenuto di ossalati (tutte le verdure a foglia eccetto spinaci e bieta), nelle mandorle, semi di sesamo, cereali integrali, legumi. Non va sottovalutato l’apporto di questo elemento ad opera delle acque minerali. Tutti i vegetariani devono rispettare le raccomandazioni sulle assunzioni di calcio valide per la popolazione generale, includendo nella dieta buone fonti di calcio (vedi su PiattoVeg la sezione dedicata al calcio, contenente anche una tabella di cibi ricchi di calcio).
Omega-3: le fonti migliori di acidi grassi essenziali omega-3 n forma di acido alfa-linolenico (ALA) sono l’olio di lino (solo se conservato in frigorifero, anche in negozio), i semi di lino tritati, e le noci. Se necessario (in casi particolari, ad esempio in gravidanza), una fonte diretta di DHA può essere assunta da integratori da fonte algale, 100% vegetali, dato che sono proprio le alghe la fonte primaria di tale sostanza.
Questo nutriente non è realisticamente ottenibile da fonti animali, in particolare dal pesce, per tre ordini di ragioni:
– salutistiche: viene spesso sottolineato quanto il pesce sia ricco di acidi grassi omega-3. Ma in realtà il pesce contiene vari grassi di diverso tipo. Tra il 15% e il 30% dei grassi nel pesce sono i soliti grassi saturi (cioè i grassi “cattivi”). Un po’ meno che nel manzo e nel pollo, ma molto, molto di più che nei vegetali. E il grasso del pesce concentra tutti gli inquinanti che si riversano nelle acque. Il pesce contiene inoltre molto colesterolo.
– Economiche: non è pensabile consumare pesce ogni giorno per la popolazione generale; il pesce è molto più costoso di noci e semi di lino.
– Ambientali: non è sostenibile, ed è impossibile all’atto pratico, un aumento del consumo di pesce per tutta la popolazione. Già un consumo agli attuali livelli si è rivelato devastante. Attualmente tutte le “zone di pesca” del mondo sono state devastate dalla pesca selvaggia, e tutti gli esperti del settore concordano nell’affermare che la situazione non è più sostenibile.

Le procedure per trattare le patologie coronariche eseguite nel Laboratorio di Emodinamica di Ospedale Santa Maria sono sempre meno invasive. L’impiego di tecnologie sofisticate che prevedono sistemi integrati di imaging funzionale e di immagine angiografica, e di dispositivi di ultima generazione, consentono all’operatore di ottenere una valutazione diagnostica precisa e contestualmente di attuare trattamenti mirati, riducendo i tempi procedurali con un maggiore confort del paziente. A spiegare nel dettaglio come si eseguono le procedure coronariche e quali sono i vantaggi, è il dottor Alfredo Marchese, Responsabile di Cardiologia interventistica e di Emodinamica di Ospedale Santa Maria.
Dottor Marchese, quali sono le innovazioni nell’ambito della Cardiologia interventistica?
“Le innovazioni più significative riguardano la rivascolarizzazione coronarica che grazie ai sistemi tecnologici di cui siamo dotati è diventata estremamente precisa. Mentre in passato le rivascolarizzazioni venivano eseguite sulla base di una valutazione umana e visiva anche in casi in cui le ostruzioni non determinavano una sofferenza miocardica, oggi eseguiamo procedure mirate solo alle ostruzioni che necessitano di essere trattate”.
Di quali tecnologie si è dotato il Laboratorio di Emodinamica di Ospedale Santa Maria?
“È a nostra disposizione una nuova sala angiografica che ha al suo interno dei Led Panel, ossia sistemi di visualizzazione sofisticati in grado di fornire immagini di ottima qualità con una ridotta dose radiologica. Tale sistema è capace di integrare su un unico monitor, valutazioni di immagini di intra coronarico, valutazioni funzionali, la stessa angiografia e anche le immagini TAC. In questo modo l’operatore è in grado di eseguire interventi “tagliati su misura” del paziente.
Perché le procedure coronariche sono meno invasive?
“Nel 95% dei casi in Ospedale Santa Maria eseguiamo procedure per via radiale quindi attraverso una piccolissima puntura a livello del polso. Con il supporto dei sistemi evoluti di imaging eseguiamo la diagnosi coronarica, interveniamo con l’angioplastica o con l’impianto di uno stent. Come stabilito dalle Linee Guida attuali, è necessario che il cardiologo interventista faccia sempre una valutazione funzionale, specie nei casi di stenosi indeterminata, cioè tra il 50% e l’80%, quindi escludendo i casi dove certamente non è una stenosi significativa”.
In cosa consiste la valutazione funzionale?
“Si inserisce una guida all’interno della coronaria e con la somministrazione di un farmaco che vaso dilata il microcircolo coronarico, abbiamo valutazioni precise sulle entità della stenosi. Questo ci permette di capire quale trattamento applicare, l’eventuale risultato e soprattutto in quale segmento della coronaria effettivamente intervenire. Questa metodica permette un approccio molto specifico con una riduzione del numero di stent impiantati che prima si basavano solo su una valutazione visiva”.
Quali sono i vantaggi per il paziente?
“Si riducono i tempi procedurali e i tempi anestesiologici per la sedazione dei pazienti. Inoltre, grazie alla possibilità di avere immagini angiografiche così chiare, si riduce il ricorso alla quantità di mezzo di contrasto impiegato per la
valutazione diagnostica. Questo significa anche meno complicanze vascolari e maggiore comfort del paziente”.

C’ero anch’io a Rimini nel 1987, si tenne il terzo congresso nazionale dell’Arcigay, un appuntamento molto partecipato tra Nichi Vendola, Aldo Busi e tutto il bel mondo gay dell’epoca. Solo un anno prima ero stato monaco Hare Krishna in un Tempio, durante il mio Servizio Civile come Obiettore di Coscienza presso la Pubblica Assistenza Città di Bologna.
Nicki era così bellino, non ero da meno. Frequentavo gli intellettuali di sinistra, i gay del Cassero di Porta Saragozza e la vita era spensierata, “leggera”. È strano quanto poco sia rimasto, almeno in superficie, di quell’epoca. E quel poco sembra prenderselo tutto la nostalgia, il vintage – In realtà è proprio negli anni ’80 che si andavano allestendo il palcoscenico, le luci e la platea per le prove generali di una nuova società pronta a essere dominata dalla rivoluzione tecnologica. (clicca)
In quegli anni conobbi anche Ennio, era un ragazzo, quella sera aveva terminato uno spettacolo qui a Bologna e fui abbordato da lui mentre passeggiavo in centro. Ci frequentammo per un po’ e andai un paio di volte a casa sua, a Venezia. Com’era tutto romantico!
La mia vita di quegli anni è piena di personaggi ora piuttosto conosciuti, magari solo a Bologna, magari non più in vita. Non per meriti particolari miei, credo, ero bello e intelligente dicevano ma credo fosse soprattutto l’effetto di una città in cui iavveniva di tutto e di più, Milano sarà stata anche “da bere” ma qui venivano tutti… se non altro per andare il sabato sera al Kinki.
Bologna era Cultura, era Valore della Differenza, era Movimento e Arte, Solidarietà. Già dalla fine degli anni Settanta, Bologna è stata riconosciuta come uno dei centri principali delle controculture e delle subculture giovanili italiane. Questa immagine della città si affermò come risultato dell’effervescenza culturale generatasi attorno alla vita universitaria e alla presenza del Movimento del ’77, che era un movimento politico dell’area della sinistra extraparlamentare, che coinvolse, in particolare a Bologna, molteplici forme innovative nella comunicazione dei linguaggi espressivi. (clicca)
Renzo

Renzo Samaritani: la Letteratura si fa Spiritualità clicca qui
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