
in questo breve episodio vi racconto la storia dei “CB” quei “baracchini” molto diffusi negli anni 70/80 che mi piace ricordare e pensarli come una sorta di Social Network ante litteram….
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Oggi vi invito a bordeggiare con me in acque un po’ torbide e poco amichevoli, acque nelle quali potrei anche incagliarmi tra gli scogli, acque tra le quali assumo una posizione che io stessa trovo scomoda e sulle quali mi muovo a vista, senza una rotta ben precisa…
Oggi vi parlerò di politica. Non di partiti o di personaggi politici, ma di politica. Di politica secondo i miei ricordi scolastici, la mia percezione, le mie considerazioni.
Quando penso alla politica, nella sua accezione più alta, mi viene immediatamente da pensare all’antica Grecia, a quel Solone del 6° sec che promulgò leggi basate su principi di equità sociale e politica, pensate non per i singoli individui, ma per l’intera Città di Atene e per la sua dignità, leggi ispirate dall’ideale del «buon governo»- dove governo significa davvero prendersi cura – espresso attraverso l’ordine conforme e la giustizia, con la premessa dell’uguaglianza davanti alla legge.
E se rifletto su questo spunto, ingenuamente, non riesco ad evitare di chiedermi come sia possibile che nel 2000 e rotti, in questa epoca in cui ci sentiamo così superiori a tutto ciò che è stato come se nulla di buono fosse mai stato prima di noi, in cui – soprattutto l’ occidente – si arroga il titolo di icona della civiltà, in cui siamo sparati come razzi ciechi e impazziti verso un non meglio definito progresso, non ci sia un solo politico che desideri passare alla storia per indiscusse capacità, integrità, e lungimiranza.
Sembra piuttosto che ciascuno dei politici più in vista stia giocando una partita all’ultimo sangue, in un braccio di ferro contro tutti a suon di colpi di potere, di indifferenza al pensiero altrui, e di furbesche quanto fragili alleanze.
Piccoli dèi così poco saggi da non rendersi conto che nell’assurdità del dominare (non governare, attenzione) il Mondo, non si pongono nemmeno il problema di salvaguardare qualcosa che possa essere in loro dominio, attori così presuntuosi e arroganti , talmente pieni di sé da andare in scena sgominando uno dopo l’altro gli altri attori e dando per scontato di avere un pubblico, dimenticando di averlo decimato giorno dopo giorno…
Cosa se ne faranno di un Mondo distrutto, senza più Natura, con cibo, aria e acqua contaminati, con città distrutte, abbattute, senza più un edificio di valore, un’opera d’arte da guardare, in compagnia di cadaveri, di persone mutilate o malate, vittime della povertà, della violenza, del terrorismo o della guerra…?
Non ho gli strumenti per capire, proprio non li ho. Quello che capisco e sperimento io, è che le persone felici, appagate, contente di vivere, non hanno timore a lasciare spazio agli altri, a ritenerli parte della propria gioia di vivere, degni del riconoscimento dei vari diritti…
…e la vittoria di uno diventa la vittoria di tutti, con gioia e benessere condivisi..
Ma in politica, nel 2000 o poco più, proprio non è così.
Anni fa, per sostenere un amico, mi sono trovata sia a far parte di comitati ecologisti sia a far parte per un paio di mesi di una lista elettorale. Ne ho approfittato per cercare di rendermi conto di come funzionasse/ presenziando a tutti i possibili incontri, fossero questi con altri membri dei comitati, con altri candidati della medésima lista o con candidati di altra provenienza.
La delusione è stata immensa e non mi è arrivata necessariamente dagli antagonisti: ho visto persone attente esclusivamente al loro personale obbiettivo, persone che dimenticavano la causa per la quale si battevano se questa non avesse portato il loro nome, persone pronte a zittirsi una con l’altra, per nulla coese se non sulla carta o quando, inaspettatamente, per qualche interesse era necessario far fronte comune.
Ho assistito a riunioni della Provincia durante le quali avrebbero dovuto essere discusse e votate mozioni sui più disparati argomenti: spesso erano monologhi del politico di turno, monologhi enunciati tra la confusione di un mercato, senza che uno solo ascoltasse nè il punto, né le motivazioni a riguardo: chiacchiere, uscite, cellulari, giornali… Se avessi avuto io da proporre una mozione, avrei preteso l’attenzione dell’assemblea prima di pronunciarmi….con il rischio di non poter mai più dire la mia!
Ricordo incontri durante i quali i membri di una medésima lista, anzichè accogliere e sostenere le varie problematiche sollevate dalle sensibilità e dai bisogni dei singoli, battendosi collettivamente per tutte, facevano a chi aveva la voce più grossa o il ruolo più forte per convogliare l’attenzione esclusivamente sulla propria priorità: un triste esempio fu la giusta pretesa di veder riconosciuti i diritti per gli omosessuali, alla quale seguì una scrollata di spalle nei riguardi del diritto dei ragazzi e delle famiglie affidatarie di mantenere un rapporto anche in seguito alle adozioni… Eppure erano entrambe situazioni di sofferenza sentimentale e di vuoto giuridico, entrambe situazioni che necessitavano tutela, entrambe battaglie per i diritti di minoranze… Trovando giuste entrambe le cause, io mi sarei battuta per entrambe, pur senza essere lesbica, o parte di un contesto affidatario…
In quel periodo, però mi sono trovata anche a fare delle considerazioni che probabilmente mi renderanno Bastiàn Contrario agli occhi e alle orecchie di chi, solitamente si sente supportato dal mio pensiero.
Io non so come generalmente le persone decidano e entrino in politica.
Io di certo non avevo nessuna attitudine per quel ruolo e fare politica è una responsabilità. Una responsabilità molto grande. Credo anche che nel momento in cui questa responsabilità smette di essere un’ipotesi per diventare una concreta realtà, possa essere umano sentirsi…quantomeno confusi, avere quel classico momento in cui si stringe la gola e si tira il fiato davanti a qualcosa di più grande di noi da affrontare.
Del resto, che ci piaccia o no, i politici sono comunque esseri umani, con le loro forze e le loro debolezze, più simili a noi che agli alieni. Ho visto candidati di un certo spicco, condividere appassionatamente bufale su facebook!
E sono gli stessi che dovrebbero prendersi cura delle sorti dello Stato e dei Cittadini!
Se per un attimo escludiamo dalla conversazione quella parte di politici che agisce davvero e deliberatamente in cattiva fede e per il proprio più bieco interesse, degli altri non saprei dire/ quanti siano davvero competenti, saggi e preparati per assumersi la responsabilità di fare quanto davvero serve ed è giusto per la comunità di cui si occupano…tuttavia si spende molto più tempo a selezionare una parrucchiera da cui andare o un qualsiasi dependente, fosse semplicemente un benzinaio, che per eleggere i nostri rappresentanti, che il più delle volte semplicemente “ci piacciono”, o perchè hanno un bell’aspetto e un fare rassicurante, o perchè rappresentanti di un partito di cui più o meno crediamo di conoscere l’ideologia, o perchè sono così sfacciati da promettere cose pur sapendo bene che non è detto che possano mantenere, o perchè il progetto che propongono ci sembra convincente, dimenticando che un progetto è solo un’idea e non è detto che diventerà realtà.
Ma in pochi, ci preoccupiamo di conoscerne le competenze e le qualità umane, i valori e l’onestà intellettuale e giuridica…che sarebbero invece gli aspetti significativi da prendere in considerazione.
Per fare un altro parallelo, se io semplice diplomata mi trovassi ingiustamente sotto accusa per un grave reato, non mi difenderei da sola, nè lo farei avvalendomi dell’aiuto di mio padre, elettrotecnico, o del vicino di casa, imbianchino, o del barista perchè è sexy. Mi rivolgerei ad uno studio legale, cercando di avere la massima competenza per il mio specifico problema, pronta a cambiare con qualcuno via via sempre più esperto e capace.
Eppure, quando si tratta di politica, sembra che i cittadini cerchino nei propri rappresentanti non l’eccellenza, la preparazione, la competenza, o almeno l’umiltà di chi compensa le proprie carenze avvalendosi di esperti, ma l’immagine familiare di sé stessi, quasi a volersi specchiare a dare la pacca sulla spalla, salvo poi lamentarsi se le cose non migliorano. Sentiamo tutti persone che si lamentano della disonestà dei politici di turno…. ma poi? quando si tratta di non farsi fare fattura sono i primi a fregarsi le mani; ci si indigna per le raccomandazioni eppure chiunque di noi, dovesse anche solo assumere una colf, preferirà scegliere la moglie del cugino piuttosto che l’estranea magari straniera; e chi, malato e magari grave, rifiuterebbe i favori dell’amico che, nel posto giusto, gli abbrevia i tempi per la visita richiesta?
C’è anche un’altro aspetto, a mio avviso piuttosto grave, che appartiene agli elettori: se un candidato, indipendentemente dalle ideologie del suo partito, diventa paladino dichiarato della lotta per uno specifico problema…ecco che in molti abbandonano i propri sani principi politici e votano anche il partito opposto nel proprio personale interesse.
Faccio un esempio: io solo per amore degli animali sono vegetariana dall’84 e sto puntando al veganesimo.
Sono anche sensibile alle problematiche degli immigrati.
Secondo voi potrei votare qualcuno che nega i diritti degli immigrati se, per ipotesi, promettesse di rendere obbligatorio almeno un menù vegano in tutte le scuole, ospedali e autogrill d’Italia?
Certo che mi piacerebbe avere sempre una scelta alimentare ovunque vada. Mi farebbe davvero comodo….ma potrei negare un’altra perte di me per questa conquista?
Eppure, ne ho sentiti molti, che a fronte di una facilitazione economica, lavorativa, famigliare o checchèssia, hanno votato personaggi per nulla affini alle idee che professano genericamente.
In questi casi, a chi si può imputare la responsabilità di veder salire forze politiche contrarie a quelle che astrattamente si dichiara di sostenere?
Ecco, alla fine mi sono trovata quasi a prendere le difese dei politici, malgrado la mia altissima disistima nei confronti di gran parte di loro. E nella disistima includo più l’incompetenza che il voler vedere sempre e comunque il marcio, come troppo spesso accade.
Siamo tutti esseri umani.
Ciascuno di noi fa ciò che fa al meglio delle proprie possibilità.
Nessuno di noi potrà mai accontentare tutti.
Di certo, si fa dove si trova lo spazio adeguato per agire…e questo vale anche per i politici.
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@albertogiannone ERRORE STORICO #capodanno #errore #perte #losai #losapevi #calendario #incredibile
Natale è il periodo dell’anno liturgico della Chiesa cattolica e di altre chiese cristiane che inizia il 25 dicembre e finisce la domenica del battesimo del Signore, che ricorre la prima domenica dopo l’Epifania. Ha dunque una durata di due o tre settimane. (Wikipedia)
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È Natale DAL 25 dicembre, NON IL 25 dicembre!
Natale è il periodo dell’anno liturgico della Chiesa cattolica e di altre chiese cristiane che inizia il 25 dicembre e finisce la domenica del battesimo del Signore, che ricorre la prima domenica dopo l’Epifania. Ha dunque una durata di due o tre settimane. (Wikipedia)
NATALE – Dato che la data della morte di Gesù nei Vangeli si colloca tra il 25 marzo e il 6 aprile del nostro calendario, per calcolare la data di nascita di Gesù secondo alcuni studiosi si sarebbe seguita la credenza che la morte sia avvenuta nell’anniversario della sua venuta al mondo. Secondo questa ipotesi, per la festività del Natale si calcolò che Gesù fosse morto nell’anniversario della sua Incarnazione o concezione (non della sua nascita), e così si pensò che la sua data di nascita dovesse cadere nove mesi dopo la data del Venerdì Santo, tra il 25 dicembre e il 7 gennaio. Ecco perché: è Natale DAL 25 dicembre, NON IL 25 dicembre. E’ Natale dal 25 dicembre al 7 gennaio compresi e anzi, la maggior parte degli Ortodossi celebra la nascita di Gesù il 7 gennaio. Per un approfondimento su questo tipo di ipotesi, che si basa molto sul significato simbolico attribuito nell’antichità ai numeri, cfr. il lavoro di Duchesne, cit. in Susan K. Roll, Toward the Origin of Christmas, 1995, pag. 89).

http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=82&id_n=2146

La maggior parte degli Ortodossi celebra la nascita di Gesù il 7 gennaio. Le festività natalizie nel mondo ortodosso terminano con la celebrazione dell’Epifania e della solennità di san Giovanni Battista, il 19 e 20 gennaio secondo quello gregoriano.
“Nella tradizione della Chiesa, l’Epifania (manifestazione) è il compimento del Natale: il Bambino nato nella mangiatoia di Betlemme si manifesta nella sua realtà di Messia e Salvatore di tutti gli uomini. Con l’adorazione dei Magi, la liturgia celebra altri due eventi con i quali Gesù si manifesta all’inizio del suo ministero: il Battesimo e le nozze di Cana. Li rivivremo nelle prossime due domeniche. La prima epifania di Gesù è dunque l’adorazione che riceve da questi personaggi misteriosi, i Magi, “venuti da oriente”, come ci dice Matteo, il solo evangelista a riferire della loro visita (Mt 2,1-12). Si tratta di personaggi provenienti dai popoli pagani, probabilmente dalla Persia; dovevano essere degli studiosi in profonda ricerca spirituale. Con loro, comincia a realizzarsi la profezia di Isaia (I lettura), il disegno di Dio di “chiamare le genti in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa” (Ef 3,6, II lettura). È a loro, ai Magi, che la stella “dice” che “è nato il re dei Giudei” (Mt 1,2). Dall’osservazione della natura ricevono risposte importanti per la loro vita perché pongono le domande giuste con l’atteggiamento giusto. Risposte importanti, ma non ancora sufficientemente chiare. Cercano un re, ma non sanno chi sia, né dove sia. La contemplazione della natura ha bisogno di essere illuminata e integrata dalla Parola di Dio. Sembra che persino la stella – come uno dei nostri moderni navigatori – ad un certo punto si smarrisca e abbia bisogno di ricevere luce dalle Scritture per guidare i Magi alla meta della loro ricerca (Mt 2,9). Scrive Benedetto XVI nel suo ultimo libro sull’infanzia di Gesù: “Se i Magi che, guidati dalla stella, rappresentano il movimento dei popoli verso Cristo, ciò implicitamente significa che il cosmo parla di Cristo e che però, per l’uomo nelle sue condizioni reali, il suo linguaggio non è pienamente decifrabile. Per trovare in modo definitivo la strada verso il vero erede di Davide, hanno poi bisogno dell’indicazione delle Sacre Scritture di Israele, delle Parole del Dio vivente” (pp. 117-118). Così, seguendo la stella e la Scrittura, i nostri Magi lasciano il palazzo di Erode, dove pensavano fosse normale trovare il neonato re, giungono a Betlemme e si fermano davanti ad una casa (per la tradizione, la Grotta del latte) dove vive una famiglia, certamente non in una situazione regale. Ma davanti al bambino si inginocchiano e lo adorano. Noi ora possiamo fare qualche riflessione perché l’avventura dei Magi possa illuminarci. – Ciò che guida i Magi a lasciare la loro terra, fino a prostrarsi davanti a un bambino apparentemente come tutti gli altri, è la loro fede. È la fede che permette loro di farsi guidare da un evento naturale come la stella e di ricevere luce dalle Scritture, a differenza dei sacerdoti e degli scribi, che pure ne erano i professionisti; è la fede che permette loro, davanti al bambino, di andare oltre le apparenze e di intuire un Mistero davanti al quale inginocchiarsi e adorare. Davvero per loro la fede è “fondamento di ciò che sperano e prova di ciò che non vedono” (Eb 11,1). – Matteo sottolinea che i Magi “videro il Bambino con Maria sua madre” (2,11). Maria è dunque, con Gesù, l’approdo della loro ricerca e della ricerca di ogni uomo; è “l’albergo del nostro desiderio” (Dante, Paradiso 23). Per i Magi, per noi, per tutti, questo significa che l’affetto per Maria, anche se espresso talvolta in forme semplici e spontanee, è garanzia che il viaggio drammatico alla ricerca dell’unico Salvatore, presto o tardi, giungerà a buon fine. In questa solennità e all’inizio di un nuovo anno, con la Chiesa, ci rivolgiamo a Lei: “Donaci giorni di pace, veglia sul nostro cammino, fa che vediamo il tuo Figlio, pieni di gioia nel cielo”

Una sorta di chiacchierata che, pur partendo da un evento particolarmente autobiografico qual è un Matrimonio, offre una rosa di argomenti e immagini che riconducono alla domanda fondamentale del “Perchè?”. Ogni scelta, anche la più piccola, ogni singola parola, sono frutto di una riflessione sui Valori degli Affetti, dell’Ambiente, dell’essere Vegetariani… e quindi del piacere della semplicità e della concretezza…il tutto basato sul concetto fondamentale di un Amore che si esprime costantemente in un “Noi”.
E’ nostro scopo, rafforzando questo aspetto, la Condivisione della nostra Esperienza e l’Invito a fare Vostra la Nostra Storia. Firmato GabriELEna
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Il periodo natalizio comprende:
Avvento
Festa di San Nicola di Mira (6 dicembre)
Immacolata Concezione (8 dicembre)
Festa di Santa Lucia (13 dicembre)
Novena di Natale (16-24 dicembre)
Vigilia di Natale (24 dicembre)
Natale (25 dicembre)
Giorno di Santo Stefano/Boxing Day (26 dicembre)
Dodici Giorni di Natale (25 dicembre-5 gennaio)
Capodanno (1º gennaio)
Epifania (6 gennaio)
Battesimo di Gesù (la domenica successiva all’Epifania)
il 19 gennaio è Natale per la chiesa armena apostolica di Gerusalemme che segue il calendario giuliano
Candelora (2 febbraio)
NON è Natale il 25 dicembre, E’ NATALE DAL 25 DICEMBRE!!!! Volete capirlo o nooooo?????!!!!