Il cibo fresco e a Km0 è più buono e fa bene all’ambiente! Se state coltivando del basilico, in terra o vaso, è possibile conservarne delle foglie per l’inverno mantenendo tutta la freschezza e sapore.
Come si legge dal canale YouTube Portale del Verde: ecco come avere il basilico fresco tutto l’anno evitando lo spreco durante l’estate ed evitando di doverlo comprare fuori stagione. Tutorial pratico in cui passo passo si può vedere come fare per congelare le foglie di basilico senza perdere le proprietà nutritive.
Quindici ciliegie vendute all’asta per 3.400 euro. Una ciliegia è stata venduta al circa 226 euro. Succede in Giappone dove la frutta già di per sé molto cara nel Paese, diventa pezzo da gioielleria. In particolare le ‘Aomori Heartbeat’, che letteralmente significa ‘Battiti del cuore di Aomori’, sono la varietà più ricercata ed esclusiva coltivata dell’omonima prefettura di Aomori. Queste ciliegie hanno una larghezza minima di 31 millimetri, dimensione che, unita alla gradevolezza, renderebbero il frutto sempre ricercato tra i ristoranti di alto livello giapponesi e i negozi di Hong Kong.
“L’attenzione su questo tipo di prodotti è maggiore quest’anno rispetto al 2020, e le richieste sono destinate ad aumentare per via della limitata distribuzione”, ha detto Yoshitaka Yokomachi, presidente del distributore di frutta e verdura Hachinohe Chuo Seika KK (il mercato generale di Hachinohe è il più importante della regione).
E i fatti parrebbero dargli ragione: stando ai media nipponici, lo scorso martedì, 13 confezioni di ciliegie Aomori Heartbeat e 26 della categoria Juno Heart sono state assegnate dai battitori senza alcuna difficoltà durante le aste iniziate alle 7 del mattino.
E ora il Paese vuole studiare un sistema per esportarle in tutto il mondo.
Per la clientela più ricca ed esigente, dunque, ci sono le ciliegie-diamante. Per tutti gli altri, rimangono altri pezzi da gioielleria ortofrutticoli: Mele Fuji a 15 euro al pezzo, arance a 15, kaki a 10, oppure esemplari di meloni o manghi, che possono arrivare a costare 230 euro l’uno.
Spaghetti 400 gr
Peperoni 400 gr
Olio 50 gr
Aglio 1 spicchio
Scalogno 1 piccolo
Semi di papavero 1 cucchiaio
Panna 4 cucchiai
Pecorino 1 cucchiaio
Sale q.b
Preparazione
Lavare i peperoni, metterli in una teglia e cuocerli in forno per 15 minuti circa a 220 gradi.
Spellare i peperoni, togliere i semi e frullare con un frullatore a immersione, ottenendo così una crema. In una padella con olio rosolare aglio e lo scalogno tritati, poi aggiungere la crema di peperoni, la panna e salare. La salsa è pronta.
Cuocere gli spaghetti al dente e saltarli nella padella con la crema di peperoni. Servire caldi con una spolverata di pecorino e semi di papavero.
Corriere della Sera: Il papa al Gemelli per un intervento al colon: «Operazione in corso, 5 giorni di degenza» Cos’è la stenosi diverticolare, e come si opera;
Il Giornale: “Così Saman si poteva salvare”. Cosa non torna nella vicenda
Il Manifesto: Palestinesi di nuovo in strada per Nizar Banat;
Il Mattino: Ddl Zan, in Senato ora non c’è la maggioranza;
Il Messaggero:Inghilterra, dal 19 luglio via tutte le restrizioni: addio mascherine (anche al chiuso) e distanziamenti;
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La Repubblica: Maxi attacco hacker con estorsione digitale, Biden prudente sulle responsabilità della Russia;
Il Fatto Quotidiano:Eutanasia: 40 anni di leggi incompiute e prove a vuoto in Parlamento (malgrado la Consulta). Ecco perché il referendum è l’ultima chance;
Leggo: Euro 2020, avviata raccolta fondi per bambina tedesca derisa dai tifosi inglesi: per lei quasi 40mila euro, ma lei è sparita;
Tgcom24: Tragedia sul Monte Rosa: muoiono assiderate due donne, salvo un 27enne | Foto: Martina, Paola e la passione per la montagna;
La sangria rossa come il sangue (dallo spagnolo “Sangre“), è una bevanda tipica spagnola ma imitata in tutto il mondo. Fresca e facile da preparare è ottima per ogni situazione! Cosa serve:
L’economia della Natura è ben rappresentata da un cerchio, ci spiega Andrea Segrè, professore e fondatore del Last Minute Market, da qui il concetto di economia circolare, un modo diverso di vivere, crescendo in modo sostenibile e occupando il suolo nel rispetto dei cicli naturali e non andando dritti per dritti nel solo concetto di produrre, produrre, produrre.
In uno studio appena pubblicato su Communications biology, una rivista del gruppo Nature, un team di ricercatori coordinato dal Prof. Simone Tosi dell’Università di Torino, ha svolto un ampio esperimento internazionale su più sottospecie di api per valutare gli effetti a breve e lungo termine di un pesticida di nuova generazione, il flupyradifurone. La ricerca dimostra come questo pesticida, definito “sicuro per le api”, comprometta la sopravvivenza e il comportamento delle api anche a livelli di contaminazione bassi.
L’aumento dell’uso di pesticidi è una delle principali cause della riduzione della salute delle api, della biodiversità degli insetti e minaccia l’impollinazione negli ecosistemi naturali e agricoli. Per affrontare questo problema, un team di ricerca internazionale ha quindi valutato gli effetti a lungo termine di un nuovo pesticida, il flupyradifurone, che viene commercializzato come relativamente “sicuro per le api”. In uno studio appena pubblicato su Communication biology, una rivista del gruppo editoriale Nature, un team internazionale di ricercatori, coordinato dal Prof. Simone Tosi, ricercatore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università di Torino, ha sviluppato e proposto un nuovo metodo per la valutazione del rischio che riduce la sottovalutazione dei rischi a lungo termine dei pesticidi, garantendo una maggiore protezione per gli insetti impollinatori. Sette laboratori situati in sei Paesi in Europa e Nord America hanno partecipato all’esperimento utilizzando lo stesso protocollo e hanno esposto più sottospecie di api da miele a vari livelli di contaminazione da flupyradifurone per ottenere informazioni sugli effetti letali e comportamentali. I risultati della ricerca mostrano come l’esposizione a lungo termine a questo pesticida possa aumentare la mortalità delle api. Anche livelli bassi di flupyradifurone (101 volte inferiori a quelli rilevati in precedenti studi di più breve durata) compromettono la sopravvivenza e il comportamento delle api. A tali livelli, questo pesticida aumenta il numero di api con comportamenti anormali, quali la perdita di coordinazione e l’iperattività.
Tra i pesticidi, i neonicotinoidi sono tra quelli che hanno ricevuto maggiore attenzione recentemente. Utilizzati a livello globale dagli anni ’90, ora affrontano sfide normative a causa dei loro effetti dannosi sulle api. Anche i parassiti che i neonicotinoidi dovrebbero combattere stanno sviluppando una resistenza, rendendo meno efficaci questi trattamenti chimici. Di conseguenza, nuove generazioni di insetticidi stanno entrando nel mercato. Il flupyradifurone (il principio attivo di Sivanto®) è un insetticida neurotossico sistemico di nuova generazione, registrato per la prima volta nel 2014, che può essere utilizzato per controllare una varietà di parassiti su più colture. Il flupyradifurone può essere utilizzato su colture in fiore anche quando sono visitate dalle api. Tuttavia, gli studi che hanno valutato la sua sicurezza per gli impollinatori si sono focalizzati sui potenziali impatti letali e a breve termine. Le api possono però essere esposte ai pesticidi che contaminano sia il polline che il miele per lunghi periodi di tempo, anche vari mesi. Inoltre c’è da considerare che, anche se le api non muoiono immediatamente, l’esposizione a tali pesticidi può causare alterazioni comportamentali che riducono la vita e la salute degli individui e dell’intera famiglia di api. Le ramificazioni degli effetti ambientali di molti dei pesticidi più comunemente impiegati al mondo possono quindi essere gravemente sottovalutate.
Secondo il Prof. Simone Tosi, ricercatore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università di Torino e primo autore dello studio «Questa ricerca rappresenta un modello per studi futuri perché coordina gli esperimenti sugli effetti dei pesticidi e sulla valutazione del rischio coinvolgendo attivamente vari Paesi e continenti. Questo è un passo particolarmente importante perché, attualmente, i processi di approvazione dei pesticidi variano da Paese a Paese. Lo studio propone valutazioni innovative sulla tossicità dei pesticidi nelle api e in altri insetti. Per salvaguardare le api e il nostro ambiente, gli effetti letali e comportamentali a lungo termine dovrebbero essere regolarmente valutati, proprio perché i nostri risultati sollevano preoccupazioni sull’impatto cronico dei pesticidi sulla salute degli impollinatori su scala globale».
Durante la pandemia è continuato l’arrembaggio contro le coste e i mari italiani, tra abusivismi costieri e reati ambientali. Nonostante nel clou del coronavirus ci sia stato un lieve calo (-5,8% rispetto al 2019) degli atti illeciti ai danni del patrimonio marino e costiero (22.248 quelli accertati, una media di 61 al giorno, 2,5 ogni ora), la cementificazione e la pesca di frodo dilagano al servizio della ecocriminalità. Ecco il succo di “Mare Mostrum”, l’annuale dossier di Legambiente elaborato su dati delle Capitanerie di porto e delle forze dell’ordine.
In testa ai rischi, nel 2020, c’è ancora il ciclo del cemento, rimasto su valori assoluti altissimi (il 42,9% dei reati accertati). Gli illeciti legati al ciclo dei rifiuti e all’inquinamento marino diminuiscono (meno 11,6% per l’impatto in lockdown). Cresce invece, e sensibilmente, la pesca di frodo ( 23,3% dei reati accertati). C’è chi ha provato a usare la pandemia come periodo franco: 3.414 i sequestri contro i 547 del 2019, si va dagli attrezzi usati illegalmente in mare alle tonnellate di prodotti ittici requisiti.
Tra le regioni dove si concentra il maggior numero di reati, al primo posto si colloca la Campania (con 4.206 illeciti, il 18,9% di quelli registrati a livello nazionale), seguita da Sicilia, Puglia, Lazio e Calabria. Alla Campania, con il Molise, spetta anche il primato nell’incidenza di illeciti per chilometri di costa: 9 i reati accertati per ogni km in entrambe le regioni (tre volte la media nazionale), seguite da Basilicata e Abruzzo.
Un capitolo spinoso, anche per il 2020, è rappresentato dalle storie d’ordinario abusivismo edilizio, come mette in luce un dato inedito elaborato da Legambiente: quello sulle ordinanze di demolizione degli immobili abusivi eseguite, che raggiungono appena il 24,3% nei Comuni costieri. Uno stallo che dura ormai da decenni.
Dalla cattiva o mancata depurazione e dall’inquinamento delle acque – con un punto su tre risultato oltre i limiti di legge lungo le coste, uno su quattro nei laghi campionati nel 2020 – ripartono il 3 luglio Goletta Verde e Goletta dei Laghi, le due storiche campagne di Legambiente giunte rispettivamente alla 35esima e 16esima edizione. A bordo delle imbarcazioni, che riprendono il largo dopo la pausa loro imposta dalla pandemia la scorsa estate, salperanno progetti, iniziative e operazioni di citizen science che puntano a non abbassare la guardia sulla qualità dei mari e dei laghi e sugli abusi che deturpano le coste.
Qui il calendario di navigazione della Goletta Verde: si parte dalla Liguria, a Genova (il 3-4 luglio), con tappe in Toscana, a Carrara (5-7 luglio); in Sardegna, a Olbia (9-11 luglio); nel Lazio, a Fiumicino (12-14); in Campania a Napoli (15-16 luglio); in Basilicata, a Maratea (18 luglio); in Sicilia, nelle Isole Eolie (19-21); in Calabria, a Crotone (23-25 luglio); in Puglia, a Trani (28-29 luglio); in Molise, a Termoli (31 luglio); in Abruzzo, a Vasto (1-3 agosto); nelle Marche, ad Ancona (4-5 agosto); in Emilia-Romagna, a Ravenna (7-8 agosto); in Veneto, a Caorle (9-10 agosto) e in Friuli-Venezia Giulia, a Trieste (11-12 agosto).
Due i fronti principali su cui si focalizzerà invece Goletta dei Laghi: da un lato, la consueta attività di monitoraggio legata alla depurazione dei bacini lacustri, grazie al lavoro dei volontari attivi in 11 regioni e su 23 laghi; dall’altro, la ripresa del monitoraggio delle microplastiche disperse nelle acque che Legambiente, grazie alla collaborazione con ENEA, è riuscita a mappare in maniera puntuale negli ultimi cinque anni, ottenendo uno dei principali database a livello internazionale sul fenomeno del cosiddetto lake litter.
Goletta dei Laghi partirà da Avigliana, in Piemonte (3 luglio); si sposterà quindi sul Ceresio, in Lombardia (5 luglio); tornerà ancora in Piemonte sul Viverone e sul Lago Maggiore (6 luglio), dove si soffermerà sul versante piemontese-lombardo (7 luglio); sul Lago di Como (8-9 luglio) e sul Lago di Iseo, in Lombardia (10-11 luglio); sul Lago di Garda, tra Lombardia e Veneto (12-14 luglio); sul Lago di Santa Croce, in Veneto (15 luglio); sul Lago Trasimeno (17-20 luglio) e sul Lago di Piediluco, in Umbria (21 luglio); sul lago di Fiastra, nelle Marche (22 luglio); sul Lago del Matese, in Campania (23 luglio); sul Lago di Occhito, in Molise (24 luglio); sul Lago di Lesina, in Puglia (26 luglio); sui laghi Bracciano, Salto, Turano e Laghi Pontini, nel Lazio (27-30 luglio); sui Laghi Silani, Arvo e Cecita, in Calabria (31 luglio-1 agosto); sui laghi di Piana degli Albanesi, Pergusa e di Ancipa, in Sicilia (3-4 agosto).
Marco Beretta, coltivatore milanese, ha girato l’Italia a bordo del suo trattore alla scoperta dei nuovi agricoltori e allevatori del Paese.
Lo abbiamo intervistato.