-
Nessun commento su Coprifuoco: stallo nel governo | Torino, primario organizza tour per negazionisti | Un italiano fra le cavie del vaccino
-

Molto usato per confezionare e conservare gli alimenti, negli anni passati è stato uno degli imballaggi più osteggiato dagli ecologisti perché, essendo composto da più materiali, è difficile da riciclare. Ma un’azienda italiana ha trovato il modo per farlo
Il poliaccoppiato – il più noto in commercio è il Tetrapak – è a base di cartone, alluminio e plastica. E per anni gli imballaggi compositi poliaccoppiati sono stati uno dei più grandi problemi del riciclo, specialmente quelli per bevande (per esempio il latte) che sono per l’appunto composti e molto diffusi.
Se da un lato questi imballaggi garantiscono una tenuta assoluta agli agenti esterni – specialmente per la presenza dell’alluminio – e quindi una conservazione dei cibi per lungo tempo, scindere i tre materiali per riciclarli singolarmente era complicato, costoso e difficile; e d’altra parte il fatto che si tratti di materiali così eterogenei ne rendeva impossibile il riciclo tal quale.
Ora però questa è una fase superata. Nelle cartiere del Gruppo Lucart, infatti, per la prima volta in Italia, è stato messo a punto un sistema per separare i tre materiali avviandoli tutti al riciclo e non in discarica, o peggio, all’incenerimento.
Anzitutto la fibra di cellulosa ottenuta, che rappresenta il 74% dell’imballaggio, viene utilizzata come materia prima anche per i prodotti principali dell’azienda stessa (che opera nel settore cartario e quindi chiude un ciclo al suo interno); plastica e alluminio sono invece conferiti ad altre imprese, che li utilizzano come materie prime nei settori dell’imballaggio e dell’edilizia.
Ed è un riciclo ad alta qualità.
La fibra di carta che si utilizza nel poliaccoppiato, infatti, è una fibra “lunga” e questa qualità le conferisce un notevole pregio, oltre che una vita altrettanto lunga: a ogni passaggio di riciclo – e carta e cartone possono arrivare a sette passaggi! – le fibre s’accorciano e sono adatte, mano a mano, a prodotti di minor valore aggiunto.
Stesso discorso per gli altri materiali. L’alluminio è un materiale molto pregiato che si può riciclare all’infinito, con un enorme risparmio energetico – oltre il 90% – rispetto al materiale vergine, mentre la plastica è tutta della stessa qualità, cosa che ne consente un riciclo agevole, rapido e ad alta efficienza sotto il profilo del processo industriale.
Questo il processo consolidato, ma le tecnologie corrono veloci anche sotto il profilo dell’economia circolare. Ecco dunque che da questo materiale di scarto è possibile ottenere nuovi materiali. In questo caso la carta viene separata dagli altri due materiali in cartiera e i due “superstiti” ancora accoppiati vengono inviati a un altro stabilimento dove, sempre assieme, si trasformano in un altro materiale: l’Ecoallene.
Il processo per la produzione dell’Ecoallene avviene in quattro fasi: la prima è quella di lavaggio, che deve essere il più possibile accurato per eliminare in maniera definitiva qualsiasi traccia della fibra di cellulosa. Il secondo è lo sminuzzamento, che consente di dosare accuratamente le quantità d’alluminio e di plastica, mentre il terzo è l’agglomerazione, processo che serve per omogeneizzare il materiale e prepararlo alla fase successiva, che è quella dell’estrusione. Qui il materiale assume le forme e le caratteristiche necessarie per l’utilizzo finale grazie a un processo di riscaldamento, additivazione e plastificazione. Ed ecco che due rifiuti impossibili diventano suole e tacchi, vasi, impugnature, elementi da giardino, film e lastre termotrasformate, elementi strutturali per piccoli mobili, oppure giocattoli.
Il riciclo dei poliaccoppiati consente anche un miglioramento della raccolta differenziata. I Comuni, infatti, possono raccogliere gli imballaggi compositi poliaccoppiati per le bevande assieme alla carta, semplificando il processo di raccolta differenziata. Con una maggiore chiarezza per i cittadini e una maggiore qualità della differenziata stessa. Cosa fondamentale per avviare al riciclo i materiali abbattendo i costi.
-

Corriere della Sera: Il tweet di Toti sugli anziani: «Non sono indispensabili» Poi le scuse : «Scritto male da un mio collaboratore»;
Il Giornale: Coprifuoco, stallo nel governo. E il Dpcm ora slitta a martedì;
Il Manifesto: Perché la rabbia dello Spettacolo non è lo spettacolo della rabbia;
Il Mattino: Primario di Torino organizza il tour per negazionisti: «Venite nel girone dantesco»;
Il Messaggero: Giovani e precarie, per le under 35 stipendi anche più bassi del reddito di cittadinanza;
Ilsole24ore: Nuovo Dpcm, verso coprifuoco alle 18 e restrizioni alla mobilità tra regioni. Chiusi i musei – Il virus è diventato più contagioso, non più letale – L’impatto della chiusura delle scuole sulla crescita degli studenti – Quali sono i superdiffusori del Covid;
Il Fatto Quotidiano: Scuola, verso stop generale per le superiori. Per primarie e secondarie decisione in base all’andamento locale dei contagi di Covid;
La Repubblica: Un italiano fra le cavie del vaccino israeliano: al via la sperimentazione;
Leggo: Gigi Proietti in terapia intensiva: problemi al cuore, è gravissimo;
Tgcom24: Coronavirus, Ordine dei medici: “Ospedali in deficit di organico, assistenza territoriale abbandonata a se stessa”;
-

Al Festival dell’Immaginazione 2019 della Libera Università di Alcatraz non poteva mancare una parentesi per ammirare le stelle e le costellazioni. Con un esperto.
flowplayer.conf.analytics = “UA-11693000-17”;
flowplayer.conf.container = “#player_373”;
p = flowplayer(flowplayer.conf.container, {
splash: ‘https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/373/output/thumb.jpg’,
aspectRatio: “16:9”,
key: ‘$995340359991288’,
clip: {
sources: [
{ type: ‘application/x-mpegurl’, src: ‘https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/373/output/Intervista-stelle-costellazioni.mp4_master.m3u8’ },
{ type: ‘video/mp4’, src: ‘https://cdn.peopleforplanet.it/v/video/373/Intervista-stelle-costellazioni.mp4’ }
]
}
}) -

« L’Intelligenza cosmica ha dato a tutte le creature dell’universo un suono determinato, e le ha accordate affinché possano formare una sinfonia nell’immensità. Solo sulla terra, purtroppo, questa sinfonia non esiste, perché gli esseri umani hanno abbandonato lo stato di innocenza nel quale Dio li aveva creati, e non riescono più a vibrare all’unisono con l’armonia universale. Non ci riescono perché la loro coscienza è limitata, incentrata sulla personalità, sulla natura inferiore, che ispira loro solo reazioni egoistiche, interessate e passionali.
Il giorno in cui cominceranno a uscire dai limiti della loro natura inferiore per entrare nell’immensità della loro natura superiore, vibreranno in armonia con tutto l’universo; e grazie a quell’armonia riceveranno i migliori influssi dal cosmo, poiché avranno ristabilito il canale che permette alle energie celesti di circolare e di arrivare fino a loro. »Omraam Mikhaël Aïvanhov
-

Dal canale Youtube Bernardo Cumbo: (…) Elena Tioli ex consumista perfetta, ex insoddisfatta cronica e schiava dell’aspetto esteriore. Ex dipendente a tempo indeterminato. Dal 2015 non entra in un supermercato. Negozi che vendono sfuso, autoproduzione, aziende agricole e sociali, botteghe e negozi di quartiere e altre piattaforme che mettono in contatto diretto produttori e consumatori.
Fonte: Bernardo Cumbo Ha creato la mappa Italia senza supermercato (che puoi trovare su Vivere senza Supermercato ) in cui chiunque può segnalare piccoli produttori, aziende etiche, il mondo dello sfuso, del biologico, del solidale… lontano dalla grande distribuzione e vicino al Pianeta e alle persone.
Leggi anche:
La carne bio non aiuta il clima
Come scegliere frutta e verdura al supermercato
Castagno: fai nascere una pianta dal frutto a costo zero