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Nessun commento su L’ultimo taglio del prato prima dell’inverno
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Dal canale YouTube di Bestprato.com: “spesso ci dimentichiamo che l’inverno è una stagione molto stressante per la salute del prato: freddo, gelate, brina neve possono rovinarlo ed ingiallirlo. Tagliare il prato alla giusta altezza prima dell’arrivo del freddo è un’operazione che da molti benefici alla salute dell’erba”.
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« In tutti i campi – politico, sociale, scientifico, economico, religioso, morale – si sentono le persone parlare di responsabilità. Ma quante di loro sono in grado di considerare la questione con la stessa ampiezza di vedute di un Iniziato? Il più delle volte, vivono la propria responsabilità come un terribile fardello, una fonte di problemi e di seccature. Di conseguenza, anziché venirne rafforzate e illuminate, sono appesantite, oppresse.
Un vero Iniziato, invece, che cerca continuamente come manifestarsi e come agire per trascinare in una direzione divina tutti quelli attorno a sé, nelle proprie responsabilità scopre possibilità di evoluzione fino all’infinito. Ciò non significa che non ne avverta alcun peso… ma dice a se stesso: «Grazie a questo incarico, svilupperò la vigilanza e amplierò la mia coscienza». Ed è così che avanza, cresce e si arricchisce. »Omraam Mikhaël Aïvanhov
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Se state pensando a una vacanza in una grande città informatevi non solo sul meteo, ma anche su quanto è inquinata. Secondo lo studio condotto dal dott. Jesus Arujo per l’Università della California di Los Angeles
(UCLA), anche brevi periodi di esposizione agli alti livelli di smog di
alcune città possono comportare danni alla salute dei visitatori.La ricerca è stata condotta su un campione di 26 adulti sani e non
fumatori in visita a Pechino nell’arco di 10 settimane nelle estati del
2014 e 2015. Tra i danni riscontrati in seguito alla loro visita a
Pechino innanzitutto elevati livelli di grassi ossidati, aumento di infiammazioni cardiache e cambiamenti nella funzione enzimatica associati a malattie cardiache. In totale le concentrazioni di inquinanti atmosferici nei loro corpi sono aumentate dell’800%.“È risaputo che l’esposizione a lungo termine all’inquinamento atmosferico è associata a un aumento delle malattie cardiovascolari“, ha commentato il dott. Jesus Araujo, nella ricerca. “Ma non si sapeva che una visita a breve termine in un luogo gravemente inquinato potesse avere un impatto significativo sulla salute”.
I visitatori esaminati dopo il viaggio a Pechino abitavano a Los Angeles,
anch’essa inquinata, ma molto meno rispetto alla capitale cinese i cui
tassi di inquinamento atmosferico erano in quegli anni superiori a
quelli di Los Angeles del 371%. Negli ultimi tempi la situazione in Cina è migliorata, ma India e Cina rimangono le nazioni con le città più inquinate al mondo, secondo un’indagine internazionale condotta di recente da studiosi svizzeri.In Europa, le città in assoluto più pericolose per la salute sono Jawonzo in Polonia e Sarajevo in Bosnia, secondo le stesse rilevazioni. Segue la pianura padana nostrana: Sassuolo, Torbole Casaglia, Modena, Venezia, San Pietro in Gu (Padova), e poi Milano sono
le città dove respirare è pericoloso. Il capoluogo lombardo si è
classificato al 600esimo posto su un totale di 3.058 città analizzate in
tutto il mondo per valutarne la presenza di PM 2.5 nell’aria.Un recente allarme dell’OMS ha evidenziato come questi effetti negativi siamo particolarmente gravi per i bambini e i soggetti più deboli. E allora, può valere la pena portare i bimbi fuori dalle città inquinate anche solo per un week end? “Dalle città inquinate si esce generalmente in auto, quindi respirando gli scarichi della propria auto e di quelle che si incontrano: finisce che si è esposti ad alte concentrazioni di inquinanti per tutto il percorso”, spiega Laura Todesco, pediatra e relatrice per Acp della ricerca Oms. “Sarebbe invece utile stare il più lontano possibile dalle fonti di emissione (un lavoro Acp del 2011 dimostra che anche in città con concentrazioni di polveri fini (PM2,5) “omogenee”, come Milano, se si usa come indicatore il black carbon (le polveri ultrafini, le più dannose) si rilevano differenze di concentrazione significative fra le 3 diverse zone di Milano (traffico non limitato, traffico limitato e pedonale). A mio parere quindi l’indicazione potrebbe essere: frequentare zone raggiungibili nel modo più salubre possibile lontane da fonti di emissione, alle volte più vicine di quel che pensiamo: un parco, una zona chiusa al traffico o destinazioni raggiungibili in treno, e immerse nel verde, ed evitare invece viaggi in città molto inquinate, come sottolinea questa news e come anche altre ricerche confermano”.
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Corriere della Sera: Il primo italiano ad aver testato il vaccino russo: «Nessun effetto collaterale»;
Il Giornale: I mercati bagnati non chiudono. Cosa succede davvero in Cina;
Il Manifesto: Lagarde (Bce): «Cancellare i debiti è contro il trattato Ue»;
Il Mattino: Usa, Georgia certifica la vittoria di Biden;
Il Messaggero: In Svezia nuovo record di contagi: nel Paese senza lockdown il tasso di decessi più alto del Nord Europa;
Ilsole24ore: Ristori-ter, in arrivo nuovo stop alle tasse per le attività in perdita – Via alle nuove domande per i contributi – Centri storici, ecco le istruzioni per il bonus – Natale: verso riaperture di negozi e ristoranti;
Il Fatto Quotidiano: Locatelli contro la frase di Crisanti sul vaccino Covid: “Sconcertante, io lo farei senza esitare”. Il microbiologo: “Assurdo passare per no vax”;
La Repubblica: Contagio, 4 regioni con Rt sotto 1. L’Iss: “Evitare gli errori di quest’estate, ricoveri ancora alti” video;
Leggo: Dpcm 3 dicembre allo studio: shopping, feste, cenoni e spostamenti. Cosa cambierà;
Tgcom24: Covid hotel, pochi alberghi utilizzati: “In Lombardia ne mancano 100”;
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“Normalmente ci vogliono dai 5 agli 8 anni per produrre un vaccino. Per questo, senza dati a disposizione, io non farei il primo vaccino che dovesse arrivare a gennaio. Perché vorrei essere sicuro che questo vaccino sia stato opportunamente testato e che soddisfi tutti i criteri di sicurezza ed efficacia. Ne ho diritto come cittadino e non sono disposto ad accettare scorciatoie”: le dure parole del virologo Andrea Crisanti, diffuse a Focus Live, lasciano perplessi operatori e grande pubblico. E dunque così? Abbiamo un vaccino in arrivo, ma dobbiamo temerlo? I primi destinatari saranno i medici e gli operatori sanitari, e allora abbiamo chiesto un parere su questa presa di posizione a un pneumologo del reparto covid del Niguarda, per capire se i timori del celebre virologo siano diffusi.
“La sicurezza non è sottovalutata”
“Quello che dice Crisanti può anche essere sensato, ma esistono criteri di valutazione, comitati etici e scientifici che validano l’approvazione di un vaccino, e valutano se ha superato i test di sicurezza”, risponde dal reparto covid-19 dell’ospedale Niguarda di Milano, il pneumologo Matteo Saporiti. “Non sta a me – ma credo neppure a Crisanti – fare questo tipo di valutazione, fermo restando che certamente non siamo in grado di aspettare i canonici 5/8 anni per la validazione e l’entrata in commercio di un vaccino. Sul vaccino della Pfizer possiamo portare avanti dei ragionamenti sui processi saltati e sul fatto che – di conseguenza – ci potranno essere tempi più lunghi per sviluppare l’immunità. Ma sulla sicurezza: lasciamola stabilire a chi è demandato a farlo”.
“Un commento assurdo”
“Sinceramente mi sembra assurdo un commento del genere”, continua Saporiti . “Era quello che aspettavamo da tempo. Solo una vaccinazione di massa può risolvere in tempi relativamente brevi questa pandemia, se è vero come è vero che il coronavirus non sparirà da solo. Ripeto: si può discutere sul tipo di vaccino: quello di Pfizer è interessante ma fragile e lento nel costruire un’immunità. Tuttavia, io non vedo altra soluzione e quindi resto incredulo alla notizia che un immunologo titolato suggerisca di non farlo o si dica non disposto a farlo. Questa è la prima luce in fondo al tunnel e resta una buona notizia”.
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