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Una mobilitazione che è stata lanciata proprio in concomitanza del Black Friday (quest’anno 27 novembre 2020), giorno in cui tradizionalmente comincia lo shopping tipicamente natalizio, assecondato da sconti per incentivare gli acquisti.
Cosa chiede la coalizione e da chi è composta? Come si legge sul sito dedicato:
“Siamo magazzinieri, attivisti per il clima e cittadini di tutto il mondo, affrontiamo l’uomo più ricco del mondo e la multinazionale dietro di lui.
Durante la pandemia Covid-19, Amazon è diventata una società da trilioni di dollari, con il CEO Jeff Bezos che è diventato la prima persona nella storia ad accumulare 200 miliardi di dollari di ricchezza personale.
Nel frattempo, i magazzinieri di Amazon hanno rischiato la vita come lavoratori essenziali affrontando anche minacce e intimidazioni se solo avessero provato a far valere i loro diritti per un salario equo.
Con l’espansione dell’impero aziendale di Amazon, anche la sua impronta di carbonio, che è maggiore di due terzi di tutti i paesi del mondo, si espande.
Ma invece di restituire alle società che l’hanno aiutata a crescere, la società li affama di entrate fiscali. Nel 2019, Amazon ha pagato solo l’1,2% di tasse negli Stati Uniti, dove la società ha la sua sede. La pandemia ha rivelato come Amazon collochi i profitti al di sopra dei lavoratori, della società e del nostro pianeta. Amazon prende troppo e restituisce troppo poco.
È il momento di rendere Amazon Pay.“
Puoi sostenere anche tu questa mobilitazione firmando la campagna al link ufficiale: MAKE AMAZON PAY
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1 dicembre 1955, Montgomery, Alabama, Usa.
Rosa Parks, 42 anni, sta tornando a casa in autobus dal suo posto lavoro.
Rosa lavora come sarta in un grande magazzino.
Nella vettura, non trovando altri posti liberi, occupa un posto riservato ai bianchi, nel settore dei posti accessibili sia ai bianchi che ai neri con l’obbligo però per i neri di cedere il posto qualora salga un bianco.
Dopo alcune fermate, l’autista dell’autobus le chiede di alzarsi per cedere il posto ad un passeggero bianco salito dopo di lei.
Rosa, con calma, rifiuta di lasciare il suo posto.
Il conducente ferma il veicolo e chiama due agenti di polizia per risolvere la questione.
Rosa Parks viene arrestata e incarcerata per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine che obbligano i neri a cedere il posto ai bianchi. L’episodio ha risonanza mediatica e scuote la comunità nera che opta per una protesta non violenta.
5 dicembre 1955.
E’ il giorno del processo a Rosa Parks.
Vengono distribuiti migliaia di volantini con il messaggio: “Boicottate i mezzi pubblici di Montgomery”.
Il boicottaggio inizialmente dovrebbe durare un solo giorno ma Martin Luther King dà indicazioni di proseguire ad oltranza finché non siano accettate le “richieste minime”, come il diritto a prendere posto sui mezzi pubblici per tutti in base all’ordine di salita.
Tutti gli Usa parlano di questa storia.
13 dicembre 1956.
Il boicottaggio dura da più di un anno.
Senza i soldi dei passeggeri neri le società di trasporti di Montgomery vanno in perdita.
Il 13 dicembre la Corte Suprema degli Usa si pronuncia all’unanimità: la segregazione sui mezzi pubblici è incostituzionale.
Come continua la storia di Rosa.
Rosa subisce discriminazioni e minacce di morte dagli ambienti reazionari di Montgomery, viene licenziata ed è costretta a trasferirsi a Detroit, dove riprende il lavoro di sarta.
Nel 1965 diventa segretaria di John Conyers, democratico membro del Congresso.
Nel 1999 riceve la medaglia d’oro del Congresso.
Rosa muore il 24 ottobre 2005, all’età di 92 anni.
Bill Clinton: “Mettendosi a sedere si alzò per difendere i diritti di tutti e la dignità dell’America”.
Rosa è ricordata come The Mother of the Civil Rights Movement.
Foto di Warren K. Leffler: 19 giugno 1968. Rosa Parks parla al Lincoln Memorial, [Washington, D.C.] durante una marcia per i diritti civili.
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Un primo dicembre che sa d’aprile per Matteo Salvini. Un libro a lui dedicato è il più venduto nella categoria “Scienze politiche” di Amazon, addirittura davanti a “Una terra promessa” di Barack Obama. “Perché Salvini merita fiducia, rispetto e ammirazione” – copertina flessibile e 110 pagine per 6,99 euro – è firmato da Alex Green, presunto “analista politico”. Analista politico quanto meno spiritoso, se consideriamo che le pagine sono tutte bianche.

Nemmeno una parola, insomma, per descrivere perché l’ex leader del centro destra meriterebbe fiducia, rispetto e ammirazione. In altre parole, l’idea è un taccuino spiritoso, che infatti sta piacendo moltissimo alla rete. “Questo libro è pieno di pagine vuote. Nonostante anni di ricerche, non abbiamo potuto trovare niente da dire su questo argomento, così per favore sentitevi liberi di usare questo libro per gli appunti”.
Tuttavia fra le recensioni degli acquirenti non mancano i delusi: “È una vergogna ed un imbroglio. All’interno solo pagine bianche e senza nemmeno i numeri delle pagine”, ha scritto qualche leghista che si è trovato tra le mani un pugno di mosche.
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« L’intelletto possiede la luce, ossia vede, e così può osservare, informarsi, avvertire… Il cuore, invece, possiede il calore, e con quel calore dà lo slancio e ha tutte le possibilità di mettere in moto le cose, di farle avanzare, di spostarle.
L’immagine della nave di darà un’idea delle diverse funzioni del cuore e dell’intelletto. In alto, sul ponte, c’è il capitano; è lui che vede, che indica la direzione, che dà gli ordini. In basso si trovano i macchinisti che si occupano di far avanzare la nave; non vedono niente, ma sono loro a occuparsi della propulsione, non il capitano; e se non vogliono obbedire, l’imbarcazione non avanza. Per far sì che la nave proceda sulla giusta rotta e in tutta sicurezza, è necessario che tutti siano uniti: il capitano e i macchinisti. Tali sono anche la natura e i ruoli dell’intelletto e del cuore. L’intelletto è superiore per la visione, mentre il cuore è superiore per l’impulso. »Omraam Mikhaël Aïvanhov