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Nessun commento su ???? Sapore d’estate ???? SUMMER VLOG 2019
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Fu per scelta o per passione se, per tanti anni, decisi di rimanere nel mio angolo, buio per tanti, semibuio per qualcuno. Dimenticata, volevo essere, da tutti. Pensavo e ricamavo, ricamavo e pensavo. Le ingiustizie, mi giravano, vorticosamente attorno e quando una di loro mi raggiungeva potevo allontanarla e cancellarla con un colpo di spugna. Usavo frasi taglienti per rispondere a chi, considerandomi un nulla, voleva farmi riemergere e rendermi visibile al mondo, approfittandosi di me, usandomi per rincorrere chimere inutili. Finché qualcosa in me si spezzo’….adattandomi a quella vita grama, mi ero tarpata le ali da sola. All’intorno, il cielo era infinito e anche i passeri….erano diventati aquile…i loro voli…pindarici, eran diventati….Perché io dovevo accontentarmi delle briciole quando c’era chi,fiera feroce consumava i lauti pasti con il consenso di chi, come me, soddisfatto del suo fare e disfare, poteva pensare e osare, ciò che molti non potevano dire. La mia anima per prima si ribellò, poi il mio cuore ed infine il mio corpo. Chi era uguale a me e non faceva dell’ipocrisia la sua arma migliore, non poteva ora stare a guardare le ingiustizie, passare e poi ritornare, dipanarsi, attorcigliare sena riuscire, mai, a trovarne il capo. Anche il filo del suo ricamo si era spezzato. Anche lei voleva avere il.suo pezzetto di torta. Scosse la criniera, la mosse al vento e la liberò dalla polvere che la teneva imprigionata, sfodero’ gli artigli e si preparò alla lotta. I rivali eran pericolosi perché infidi e subdoli: con il.sorriso ti auguravan buongiorno e dietro le spalle tenevano il.fucile, carico, pronto a sparare il primo colpo proprio diritto alla tua fronte. La sua furia fu più forte di tutto e dove, altri avevano fallito, lei vinse. Le ferite a lei inferte furono profonde ma mai, perse di vista il suo obiettivo e la tenacia la vide dominatrice. La terra intorno a lei tremo’, si aprirono crepe profonde e il vulcano erutto’ cenere e lapilli. La spaccatura, profonda, fratturo’ quel mondo. Nuovi orizzonti si aprirono e si delinearono nuovi emisferi. La vittoria fu la sua consolazione, l’unica amarezza,sapientemente considerata e accettata fu lo scendere i gradini della sincerità. Qualche volta il suo sguardo si abbassò, perché la vergogna l’inondo’. Per avere la stabilità e la sicurezza di un posto al sole, per non essere pellegrina e per non ritrovarsi a ripercorrere un sentiero a ritroso aveva dovuto piegarsi a compromessi, barattare la sua dignità con nuvole di nobiltà e ricchezza e suo malgrado aveva accettato ciò, sapendo che era indispensabile e necessario. Nei suoi occhi passarono e ripassarono immagini di oceani e foreste lontane dove orche e scimpanzé vivevano felici. I giorni passavano uno dopo l’altro e nulla turbava quella quiete che sembrava artefatta, artificiale. Il loro impegno iniziava e finiva quando essi riuscivano a procacciarsi il cibo fluttuando con le pinne, sapientemente e voluttuosamente allungate per nuotare e per gareggiare con chi, più debole per natura non doveva pensare alla sopravvivenza della specie, ma doveva servire come nutrimento per chi, doveva infoltire la schiera dei predatori o, saltando da un albero all’altro, da una liana all’altra, doveva poi precipitarsi a terra per consumare il.frugale pasto con chi, uguale a lui, era. Tutto questo avveniva per estinzione naturale, per mantenere l’equilibrio di una popolazione che durerà finché sul nostro pianeta vita ci sarà. Il mio cuore ebbe un fremito e per un istante li invidiai. L’uomo, tanto tempo fa’ aveva smarrito il suo paradiso. Troppo tardi se n’era pentito e per nostalgia si era creato una possibilità. Si era costruito anse di piacere dove tutto era ovattato, non esisteva alcuna dimensione ne’ vi era alcun contatto con la realtà. Tutto era vanificato, evanescente e illusorio: in quest’atmosfera così nebulosa dove nulla pareva avere un senso, l’uomo.si sentiva disperso, l’anima galleggiava, la dimensione mancava, i suoi istinti, le sue facoltà, i suoi difetti, le sue qualità parevano appartenere a un mondo lontano. E tutto questo per che cosa? Per orgoglio smisurato e vanità. L’essere umano aveva percorso un sentiero a senso unico dove non c’era ritorno. Durante il cammino era stato abbandonato un dono.incommensurabile quanto prezioso. Non abbiamo saputo conservare ciò che ci avrebbe resi perfetti per un piccolo vizio, per un’imperfezione, che poteva essere mascherato e nascosto, nell’infinito mondo delle rarità, sotto un velo d’umilta’.
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buon giorno carissimi amici lettori, vi auguro un buon inizio di MartedìOggi un’altra giornata di sole nella mia terra di Sicilia, si raccomanda di bere molti liquidi, tisane e molta frutta, mi raccomando Mamme, tenete i bambini sempre sott’occhio al mare, il mare non è cattivo, siamo noi che siamo incoscienti.
In questi giorni caldissimi al mare ho visto adulti distrarsi per un’attimo e i bimbi sono sempre attirati dall’acqua e farsi il bagno, più delle volte i bambini sono veloci come lampi, non fai tempo a girarti un’attimo che il gioco e fatto, fortunatamente fino adesso da noi non si sono avverati casi di tragedia di bambini, come se una mano divina li abbia sempre protetti…Vigilate genitori e adulti, il pericolo e sempre dietro l’angolo.
Vi auguro tanti bagno ma ricordate di dare sempre un’occhio hai vostri piccoli.

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domenica 18 agosto 2019
…e chi può dire che quello che vivo non è reale? Molte ricerche scientifiche hanno dimostrato che il cervello non è in grado di distinguere tra ciò che è reale e ciò che è virtuale… secerne gli stessi ormoni nella stessa quantità sia che siamo in compagnia dei nostri amici reali sia che stiamo guardando uno show televisivo con i personaggi che ci piacciono…è la stessa cosa! Quindi se il mio cervello mi dice che quello che sto vivendo è reale, chi si può arrogare il diritto di dirmi che non lo è?
L’impatto di Skype sulla quotidianità è stato senz’altro profondo. In primo luogo, perché ha rinsaldato i legami a distanza: guardandosi negli occhi, inevitabilmente, la comunicazione interpersonale migliora. Ogni relazione, amorosa, d’amicizia, di parentela, vive infatti anche di un forte componente visiva. C’è, poi, anche chi ha utilizzato Skype con creatività, tenendo lezioni universitarie ad una platea distante 10.000 chilometri oppure esibendosi in concerti per un pubblico residente oltre oceano.
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Buongiorno carissimi amici…

Certe amicizie sono come alberi secchi, vorrei capire perchè certi amici, veramente io mi ostino a chiamarli amici, in realtà sono dei semplici conoscenti, vissuto per 40 anni in un paesino della bassa padana, sempre evitato e mai considerato, quei pochi amici veri erano soltanto 6.. non faccio nomi, il resto di questi conoscenti erano tutti compagni di scuola, dire almeno uno che sia uno di loro mi abbia mai rivolto una parola in 40 anni, adesso che abbiamo passato i 50 anni, ti vedono su Facebook e ti chiedono l’amicizia, nemmeno ti dicono ciao… avere amici così… forse e meglio chiamarli conoscenti e falsi…Diffidate da certi amici…
Vi auguro una buona giornata…

