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Nessun commento su Il fotovoltaico a film sottile: sarà la tecnologia del futuro?
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Il pannello fotovoltaico classico è costituito da celle al silicio cristallino (monocristallino o policristallino); quando gli atomi di silicio sono disposti in modo tale da costituire un unico cristallo, una sorta di lingotto, si parla di celle fotovoltaiche a silicio monocristallino, quando gli atomi di silicio sono disposti in modo tale da costituire vari cristalli uniti tra di loro si parla invece di celle fotovoltaiche a silicio policristallino; questo tipo di pannelli rappresentano una quota del 70% circa all’interno del settore mondiale.
Se invece si utilizzano altre tipologie di materiali semiconduttori al posto del classico silicio che vengono posizionati sopra ad una lastra di vetro, plastica oppure di metallo si parla di celle a film sottile (thin film). Il silicio amorfo è uno di questi materiali, una variante più grezza del silicio cristallino, capace comunque di attivare l’effetto fotovoltaico, rivestendo il supporto con un unico film sottile dello spessore di pochi millimetri.

Tra le tecnologie alla base del film sottile, che si distinguono per semiconduttore utilizzato, troviamo quella dell’ A-Si (Silicio amorfo) oltre a quella denominata CIGS o CIS (Seleniuro di rame, indio e gallio la prima, Diseleniuro di rame e indio la seconda) e la GaAs (Arseniuro di gallio). Una quota importante del film sottile ad oggi usa anche moduli in Telluro di Cadmio, CdTe, ma questo materiale contiene grandi quantità di Cadmio e non rappresenta la tecnologia migliore dal punto di vista dell’impatto ambientale.
Per i pannelli fotovoltaici, le tecnologie a film sottile sono le scelte opportune
Le restanti tecnologie citate del film sottile, che sono quindi le scelte più opportune, poiché non contengono questo elemento, hanno caratteristiche e applicabilità diverse; ovvero alcune sono più adatte in piccola scala, altre in larga scala, alcune hanno una maggiore resa, altre maggiore durabilità, per cui la tecnologia da applicarsi va vista in funzione del contesto specifico.
Il fotovoltaico a film sottile rappresenta oggi una nicchia di mercato, appena il 3% di esso ma, mentre lo sviluppo tecnologico del pannello tradizionale sembra avere ben pochi margini, per la tecnologia in thin film invece i progressi sono appena iniziati. Per questo è bene valutare lo stato dell’arte dello sviluppo e i vantaggi che questa tecnologia può offrire sotto molteplici profili, non ultimo quello degli incentivi al fotovoltaico e quello della pulizia dei pannelli fotovoltaici (autopulenti), che garantiscono la resa nel tempo dell’impianto.
Partiamo dai costi: ad oggi il film sottile risulta meno costoso rispetto alle celle tradizionali, costa meno produrlo e ha una maggiore versatilità di utilizzo. La materia prima, il silicio amorfo, per esempio, ha avuto un calo del 50%, e i pannelli di questo materiale hanno un costo che si aggira intorno ai 0,50 €/watt; costano meno anche perché hanno bisogno di larghe superfici e pertanto vengono usati su larga scala (in ambito industriale, per scuole o università).

I pannelli a film sottile inoltre sono produttivi con poca luminosità o con un’inclinazione non ottimale, e hanno una grande opportunità di crescita, consentendo lo sviluppo del fotovoltaico anche nel contesto residenziale, per la possibilità di applicazioni con un design innovativo; possibilità dovuta anche alla flessibilità e al ridotto spessore. Per esempio dagli Stati Uniti arriva il fotovoltaico a film sottile trasparente e senza cornice “effetto-vetro”.
Il punto di forza principale di questa tecnologia, oltre al costo ovviamente, è che il thin film module può rivestire intere facciate di edifici, può integrarsi in vetrate, tetti a “cupola” e ad altri elementi architettonici irregolari; inoltre, anche grazie al fatto di “lavorare” bene ad alte temperature o con luce diffusa, può essere installato in posizione verticale o orizzontale, o non perfettamente a sud, senza inficiare sensibilmente sul rendimento. In questi casi vi sarà infatti un rendimento comunque superiore rispetto ai pannelli fotovoltaici in silicio cristallino installati nella stessa posizione.
L’efficienza del film sottile è stata però finora la differenza principale tra il film sottile e il cristallino, a scapito del primo fino a poco tempo fa. Ad oggi la tendenza è invertita e l’efficienza del film sottile è in grande crescita. E’ bene tuttavia specificare che l’efficienza non è un indicatore di qualità dei pannelli fotovoltaici, ma un semplice rapporto tra produzione e superficie occupata. Un’efficienza minore non significa minore qualità dei pannelli, ma una maggiore superficie necessaria per kWh prodotto.
Il film sottile ha avuto finora efficienze minori: inizialmente gli impianti a film sottile avevano un’efficienza media del 13% rispetto agli impianti cristallini, che presentavano un’efficienza media del 16%; ma questo gap ad oggi si sta sempre più riducendo. Un team di scienziati della Colorado State University sta lavorando per accelerare l’evoluzione tecnologica dei pannelli solari a film sottile al fine di ridurre ulteriormente il costo dell’energia, e ha elaborato una tabella di marcia delle prestazioni che monitora i risultati raggiunti sin dal 2014.
La tendenza mostra che gli ultimi grandi passi avanti raggiunti hanno permesso al thin film di aumentare l’efficienza di conversione sopra al 19%. Oltre ad altri importanti miglioramenti come l’allungamento della vita degli elettroni fotogenerati o la diminuzione della velocità di ricombinazione interfacciale, di difficile comprensione per chi non è del settore, ma che aprono la strada a rese ancora più elevate, fino al 25% raggiungibile addirittura in 3 soli anni.
Fonti:
http://www.green.it/pannelli-solari-film-sottile/
http://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/pannelli-solari-a-film-sottile/
https://www.fotovoltaiconorditalia.it/mondo-fotovoltaico/i-prezzi-dei-pannelli-fotovoltaici-a-film-sottile
https://www.tesla.com/it_IT/solarroofFonte immagini: Fotovoltaicosulweb
Immagine di copertina: Armando Tondo
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Corriere della Sera: La ricerca: la seconda ondata europea è partita dalla Spagna in estate;
Il Giornale: Ora Ratzinger rinuncia all’eredità del fratello: dona tutta alla Chiesa;
Il Manifesto: Nunzia Catalfo: «Dai licenziamenti ai rider: l’obiettivo è di tutelare tutti»;
Il Mattino: Covid, Francia da record sopra i 52mila casi: Gran Bretagna in lockdown;
Il Messaggero: Attacchi in serie in centro a Vienna. Spari a caso nei locali: morti e feriti. Ucciso un attentatore Video Foto;
Ilsole24ore: Chi ci guadagna dal taglio del cuneo fiscale in busta paga nel 2021;
Il Fatto Quotidiano: Nel dpcm Regioni divise in 3 scenari di rischio. I governatori insistono: “Misure nazionali”. Milano, i medici chiedono un “lockdown”;
La Repubblica: La Marijuana (legale) Spa vota Biden e punta all’ok alla cannabis;
Leggo: Diego Maradona ricoverato in ospedale a La Plata: «Problemi di carattere emotivo»;
Tgcom24: Germania, via al lockdown soft | Merkel: la luce alla fine del tunnel è lontana;
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Cos’è
la Pet Therapy?Coniato nel 1964 dallo psichiatra infantile Boris M. Levinson, il termine Pet Therapy indica l’impiego di animali come terapia aggiuntiva alle cure tradizionali per alcune patologie o disturbi del comportamento.
Scopriamo quali sono gli animali più impiegati e come. -

L’attesa è stata lunga ma tra poche ore sarà possibile richiedere il famigerato Bonus Bici attraverso il portale realizzato dal Ministero dell’Ambiente: sarà quindi possibile sia caricare le richieste di rimborso per gli acquisti fatti nei mesi passati, sia generare un voucher per gli acquisti futuri.
Nessuna levataccia, il Ministero dell’Ambiente ha deciso di mettere online il sito a partire dalle 9 del mattino.
I consigli per richiedere il bonus
Come anticipato dall’Ancma (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), sarete avvantaggiati se avrete pronti a portata di mano:
- l’identità SPID (vedi: Sistema Pubblico di Identità Digitale).
- scannerizzare il documento di acquisto intestato a proprio nome (fattura o scontrino parlante) e farne uno documento in formato pdf, nel caso si voglia ottenere un rimborso per un acquisto già fatto.
- avere a portata di mano le proprie coordinate bancarie per ricevere il rimborso.
Chi prima arriva…
Importante sottolineare che la “procedura terrà conto della data di inserimento della richiesta e non quella del documento di acquisto”.
Due le fasi in cui si articola la domanda: la prima riguarda il rimborso delle spese sostenute dal 4 maggio al 2 novembre 2020 (il 60% sarà rimborsato, fino a un massimo di 500 euro), mentre la seconda è rivolta a chi vuole acquistare bici (o monopattini elettrici) in futuro: per questi ultimi sarà emesso un vero e proprio buono di spesa digitale, che i beneficiari potranno poi mostrare direttamente in negozio (o online).
Il buono per gli acquisti futuri
Il buono generato avrà una durata di 30 giorni – per spese da effettuare entro 31 dicembre 2020 – e potrà essere utilizzato negli oltre 2mila punti vendita sul territorio nazionale, che si sono già registrati sulla piattaforma digitale resa disponibile dal Ministero dell’Ambiente.
Se resti tagliato fuori, no problem
Quanto ai fondi a disposizione, che secondo alcune stime non basterebbero a coprire tutte le richieste di rimborso, il ministro Costa ha già rassicurato: “Sappiamo bene che i 210 milioni di euro che abbiamo stanziato per questo bonus potrebbero non soddisfare tutte le richieste (e siamo anche felici di questa grande richiesta!): nessun timore, perché abbiamo già previsto di stanziare nella prossima legge di bilancio 2021 altre risorse per non lasciare nessuno indietro e rimborsare tutti coloro che ne abbiano diritto”.
Obiettivo: convincere gli italiani a muoversi in bici
“L’obiettivo di questo strumento è quello di aiutare le persone a cambiare modo di vivere in un sistema più verde. Vogliamo che le tratte casa-scuola o casa-lavoro diventino sempre più sostenibili”.
Come non farsi rubare la bici: i consigli di un ladro
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Negli ultimi mesi abbiamo assistito a svariate parate dei negazionisti del coronavirus, un mélange di manifestazioni no-mask, grido al complotto e bufale diffuse sul web per diffondere la notizia che “Il Covid non esiste”.
In particolare, negli scorsi giorni, la banda dei negazionisti ha fatto circolare dei contenuti video in cui alcuni componenti del gruppo dei complottisti si sono infiltrati nei Pronto Soccorso italiani: sale vuote e ambulanze ferme, sarebbe questo lo scenario diffuso sul web, come segno evidente delle bugie diffuse dal governo.
In pratica, l’informazione mainstream ci starebbe mentendo alla grande e negli ospedali italiani tutto starebbe funzionando alla normalità.
Una calma apparente che, ovviamente, non esiste.
L’emergenza sanitaria c’è, è reale, e le misure adottate a livello europeo per arginare la seconda ondata della pandemia ne sono la dimostrazione concreta.
“E’ tutto vuoto!?”
Ma medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari che ogni giorno affrontano l’emergenza Covid non ci stanno.
Così Michele Grio, primario di Anestesia e Rianimazione all’ospedale di Rivoli (Torino) ha avuto un’idea geniale: organizzare degli ipotetici tour guidati per negazionisti nei reparti Covid.
Il dottore ha commentato così sulla sua Pagina Facebook: «La TourinGrio organizza da domani tour guidati in Rianimazione e nei reparti Covid: sarà per me un piacere farvi personalmente da guida e condurvi in un piacevolissimo viaggio in quello che per noi è un girone dantesco, ma per voi giustamente è esagerato. Ah, dimenticavo, io mi bardo con tuta, maschera e calzari, a voi non servono ma tengo libero un letto con ventilatore meccanico e monitoraggio continuo multiparametrico molto invasivo. Nel cesso, perché lo sgabuzzino l’ho già impegnato». E conclude: «Non chiedeteci suggerimenti se vi ammalate dopo aver scritto e pensate la qualunque. Coerenza, ci vuole coerenza».
Basterà la sottile ironia del Dott. Grio a far aprire gli occhi ai complottisti?
“Siamo passati dall’essere eroi all’essere complici di una farsa mondiale”
Intanto i medici e gli infermieri del Niguarda di Milano, sconcertati dai video che sono circolati online, hanno inviato una messaggio ai negazionisti attraverso una lettera aperta pubblicata dal quotidiano Open, che proponiamo di seguito.
È frustrante quanto pericoloso girare video come questo.
Per rispetto al grande impegno e sacrificio che tutto il personale del nostro ospedale sta mettendo in campo in questi giorni, quando ancora non sono spariti i segni della fatica della prima ondata della pandemia, non possiamo tacere.
Lottiamo contro un virus che sembra correre sempre più veloce, ed è inaccettabile che qualcuno affermi che tutto questo ce lo stiamo inventando, chissà per quale oscuro fine.
È assurdo essere costretti a farlo, ma troviamo opportuno spiegare, per rendere giustizia all’encomiabile lavoro delle nostre equipe, che se vedi un corridoio vuoto in Pronto Soccorso, in realtà basta aprire una porta, ovviamente non accessibile ai curiosi con un cellulare in mano, per renderti conto di quante persone ci siano sdraiate su un lettino.
Siamo passati dall’essere eroi all’essere complici di una farsa mondiale.
No, né l’uno né l’altro.
Siamo professionisti sanitari che fanno, adesso con più fatica di sempre, solo il loro lavoro.
Agli irresponsabili che entrano nei nostri Pronto Soccorso, nelle uniche aree accessibili agli esterni, e improvvisandosi reporter dall’assalto con un cellulare in mano inneggiano allo scoop per aver svelato un complotto sanitario, diciamo che, dietro quella porta che non hanno aperto, ci sono immagini di sofferenza di cui avere rispetto.
Ci auguriamo che di fronte alla verità, e alla sofferenza, questi irresponsabili abbiano la decenza di smettere.
Non c’è bisogno di ulteriori commenti, soltanto un pò di rispetto per il lavoro altrui e la salute delle persone.
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