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Presentazione del nuovo per-corso online sullo Zen e l’arte di fare l’Amore, perché nel viaggio contano le emozioni ma anche la geografia ha un suo perché…Un viaggio sub-lenzuolistico sta per partire, ci sarai?
Jacopo Fo Sono aperte le iscrizioni al Corso Online Lo zen e l’arte di fare l’amore! Scopri il programma e come partecipare.
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Quel che ha fatto saltare il sistema di tracciamento dei contatti dei contagiati, è stata “la pretesa che i pediatri certificassero ogni rientro a scuola, anche dovuto solo a uno starnuto. Per poterlo fare, molti pediatri hanno scelto di ricorrere – e come dar loro torto – a un tampone per ogni minimo raffreddore. Un eccesso di zelo a cui sono stati costretti dalle scelte amministrative, e che ora riduce gran parte del meridione a non avere a disposizione i tamponi che – ora sì – sarebbero così fondamentali per il tracciamento e il contenimento del virus”, Rosario Cavallo, pediatra dell’Associazione Culturale Pediatri (Acp) lancia l’allarme dalla Puglia ma include buona parte del Paese. “Presto le cose peggioreranno ulteriormente se non eliminiamo la burocrazia inutile che permette di inasprire i vincoli, interpretandoli in modo ancora più stringente e del tutto inutile o dannoso.
Manca il tempo per le visite: troppe carte
Tra gli esempi di criticità segnalati dai pediatri, succede per esempio che al momento in quasi tutta Italia si richieda loro di attestare la riammissione in comunità dei bambini che sono stati in isolamento fiduciario. “Ma se la Asl chiama il bambino per un tampone, al termine di 14 giorni di quarantena, e il tampone è negativo, in che modo la certificazione di un pediatra può creare valore aggiunto? L’unico risultato della richiesta di questo certificato per la riammissione in comunità è allungare le fila fuori dalla porta del suo ambulatorio, in questo momento in cui si fatica già così a dedicare a ogni paziente il tempo che meriterebbe”, continua Cavallo.
Alcune regioni contano assenze da scuola i fine settimana
Di più. Ci sono in Italia, al momento, ad esempio in Puglia e Basilicata, scuole materne che pretendono il certificato medico per attestare il reinserimento di un bambino anche se si è assentato per motivi familiari, senza alcun motivo di salute, mettendo in pratica interpretazioni personali (ma tollerate da asl e provveditori) della normativa ministeriale che invece recita diversamente. Di qui, la necessità che le comunicazioni governative siano più chiare, leggibili, esaustive e univocamente comprensibili. “Segnaliamo come ulteriore esempio che quando si indica il limite dei giorni oltre il quale scatta l’obbligo del certificato per il rientro, ci sono Istituti che non tenendo in alcun conto il patto di collaborazione scuola-famiglia, non fidandosi delle dichiarazioni dei genitori, considerano sempre nel conto il sabato e la domenica”.
Proposte al governo
ACP è consapevole che chi governa le emergenze debba poter sviluppare le proprie strategie. Vorremmo però suggerire qualche proposta per rafforzare le capacità del territorio di contrastare la diffusione del virus, sperando che ciò possa contribuire a tenere aperte le scuole dove cresce il futuro del nostro Paese. Per cui segnaliamo la necessità di:
1. Prestare maggiore attenzione alla comunicazione, rendendola meno soggetta a interpretazioni.
2. Riconsiderare utilità e gestione di certificati scolastici palesemente non necessari, allineando l’Italia a nazioni più avanzate. Liberare quindi i pediatri di quegli aspetti burocratici che è possibile ridurre, in modo che possano dedicare maggior tempo ed energie ad affrontare la pandemia in corso.
3. Condividere indicazioni cliniche che aiutino a riconoscere i pochi casi in cui sia effettivamente utile e appropriato richiedere un tampone molecolare negli studenti
4. Individuare i settori in cui potrebbe essere più utile il nostro affiancamento ai servizi in sofferenza, dando subito le disposizioni per un breve trail di formazione per un nostro impiego. Per esempio, suggeriamo di affiancare i dipartimenti di prevenzione per il tracing; di rendere effettiva l’assistenza a domicilio per i sintomatici lievi anche con implementazione della telemedicina; di poter utilizzare i tamponi rapidi da effettuare nel distretto.
5. Assicurare una maggiore responsabilizzazione nei vari passaggi, per evitare ingiustificabili differenze nelle erogazioni dei servizi.
Si tratta di proposte pratiche, facilmente realizzabili, a basso costo, allineate alle evidenze scientifiche e anche al buon senso.
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Si chiama Ariel (Atmospheric Remote-Sensing Infrared Exoplanet Large-survey), ed è la missione dell’Agenzia spaziale europea (Esa), sviluppata da un consorzio di oltre 50 istituti di 17 nazioni europee e con il supporto esterno della Nasa, che vede appena conclusa la fase di studi preliminari durata cinque anni ed entrata ufficialmente in quella di realizzazione. Il lancio è previsto nel 2029 per studiare l’atmosfera di almeno mille pianeti esterni al Sistema solare grazie a un telescopio realizzato in Italia. Lo annunciano con una nota congiunta l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), che sosterranno e coordineranno il contributo italiano alla missione.
Cosa farà Ariel
“Dedicata allo studio delle atmosfere di pianeti in orbita intorno a stelle diverse dal Sole, Ariel osserverà un campione variegato di esopianeti ‒ da giganti gassosi a pianeti di tipo nettuniano, super-Terre e pianeti terrestri ‒ nelle frequenze della luce visibile e dell’infrarosso. Sarà la prima missione spaziale a realizzare un ‘censimento’ della composizione chimica delle atmosfere planetarie, fornendo indizi fondamentali per comprendere i meccanismi di formazione ed evoluzione dei pianeti al di là del Sistema solare, inquadrare a pieno il ruolo del nostro sistema planetario nel contesto cosmico, e affrontare i complessi quesiti riguardanti l’origine della vita nell’Universo”, si legge nella nota.
Si accettano idee
Nei prossimi mesi l’Esa inviterà le aziende del settore a presentare proposte per la realizzazione del veicolo spaziale, con l’assegnazione del contratto industriale attesa per la prossima estate. L’occhio di Ariel, un telescopio con uno specchio ellittico di un metro di diametro, sarà realizzato in Italia, così come l’elettronica di bordo. Scomponendo la luce in tutti i suoi colori mediante gli spettrometri di bordo, sarà possibile infatti identificare gli elementi chimici presenti nelle atmosfere degli esopianeti.
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Tutto quello che c’è da sapere per poter pianificare una riqualificazione energetica della propria abitazione sfruttando l’Ecobonus 110%!
“Detrazione per interventi di efficientamento energetico, ristrutturazione edilizia, recupero o restauro della facciata degli edifici, riqualificazione energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti solari fotovoltaici e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici, nonché opzione per la cessione o per lo sconto in luogo della detrazione previste dagli articoli 119 e 121 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio) convertito con modificazione dalla legge 17 luglio 2020, n. 77”.
In parole più semplici Ecobonus 110% o Superbonus 110%.
Ne avrete certamente sentito parlare, è una misura voluta dal governo dopo la grave emergenza Covid-19 che, oltre alla salute, ha colpito anche l’economia italiana. Per rilanciare il settore edilizio, in ottica green, è stato creato l’Ecobonus 110%, cioè la possibilità di migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni usufruendo di una detrazione fiscale del 110%, cioè il 10% in più di quanto si spende.In questo modo è possibile migliorare l’efficienza della propria casa gratis.
Il Superbonus 110% comprende anche il Sismabonus, una detrazione che viene riconosciuta ai coloro che mettono in sicurezza dai terremoti la propria abitazione.
L’Ecobonus 110% non è però semplicissimo da comprendere, ha molte clausole diverse ed è necessario avere chiarimenti nell’interpretazione della normativa fiscale in materia di agevolazioni edilizie e cessione del credito di imposta, tra decreti attuativi del Mise, leggi e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e non commettere errori fatali per l’ottenimento delle agevolazioni.
Per questi motivi abbiamo creato il corso “110 sfumature di Ecobonus”, in cui spieghiamo, con l’aiuto di ingegneri e commercialisti, come districarsi tra interventi “trainanti” e “trainati”, “Attestato di Prestazione Energetica”, spese ammissibili e non, detrazioni, eccetera.
Il tutto spiegato in modo semplice e chiaro.
Un corso fondamentale per chi vuole rendere la propria abitazione più sostenibile senza incappare in fregature o errori.
All’interno del corso Jacopo Fo fa inoltre una panoramica generale sulla casa ecologica.Il corso di articola in 18 lezioni + 5 brevi video di presentazione dei docenti.
Scopri il programma del corso, a chi si rivolge e come iscriversi al link!