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Nessun commento su Napoli, nasce la stazione Maradona | Vaccino, prime dosi il 26 gennaio | Clochard bruciato per una sigaretta: tre ergastoli
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Corriere della Sera: I bar vittime «dell’ultimo momento»: pochi clienti e moltissime regole;
Il Giornale: Vaccino, in Italia prime 202 milioni di dosi nel primo trimestre 2021;
Il Manifesto: Spagna: fisco regionale, e i più ricchi vanno dove si paga di meno;
Il Mattino: Napoli, nasce la stazione Maradona: sopralluogo del sindaco a Fuorigrotta;
Il Messaggero: Germania: auto su pedoni a Treviri, 5 morti (anche un bimbo), feriti gravi. Arrestato un tedesco: «Era ubriaco»;
Ilsole24ore: Così il Covid raddoppia la tendenza al risparmio degli italiani – Perché non conviene tenere i risparmi fermi in banca – Come pianificare entrate e uscite;
Il Fatto Quotidiano: “Useremo fiere e palestre. Le prime dosi il 26 gennaio”. Ecco le linee guida del piano di Speranza per i vaccini;
La Repubblica: Conte insiste: “Riapriamo le superiori il 14 dicembre”. Maggioranza fredda;
Leggo: Giuseppe Conte: «Roma sede del vertice dei leader del G20 il 30 e 31 ottobre»;
Tgcom24: Clochard bruciato nel 2019 per una sigaretta negata, la sentenza non fa sconti: tre condanne all’ergastolo;
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No, non è Lercio. L’incredibile storia che stiamo per raccontarvi rasenta l’assurdo ma è successa davvero.
Quante volte, per smorzare la rabbia dopo un litigio, avete deciso di uscire di casa e camminare all’infinito fino al raggiungimento di un relativo stato di calma?
Ebbene sì, un uomo di 48 anni residente a Como ha percorso ben 450 Km a piedi per poi essere fermato dalla polizia con tanto di multa da 400 euro per non aver rispettato il coprifuoco.
Vi starete chiedendo: dove sarà arrivato quest’impavido camminatore? Nelle Marche e, più precisamente, a Fano! Una settimana di cammino, senza fermarsi (quasi) mai. Un’impresa quasi eroica.
Agli agenti che l’hanno fermato, l’uomo ha dichiarato di stare bene e di essere soltanto “un pò stanco”.
Nel frattempo la moglie, motivo del litigio, aveva presentato una denuncia di scomparsa alla Questura di Como.
Dopo l’identificazione, l’uomo è stato portato in un hotel e il giorno dopo la moglie lo è andato a prendere. La donna ha trovato una bella sorpresa, un doppio conto da pagare: l’hotel e una salata multa per non aver rispettato il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino.
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})I farmaci da banco in Italia costano di più che nel resto d’Europa. Con differenze a scapito delle tasche degli italiani in alcuni casi sostanziali.
Per conoscere meglio queste differenze di prezzo con il resto d’Europa siamo andati a fare acquisti in Francia, Germania, Regno Unito e Olanda. Ed è emerso che la variabilità dei costi è notevole: in Italia per la stessa molecola arriviamo a pagare anche fino a 16 volte di più.
Uno dei farmaci da banco il cui costo nel nostro Paese risulta maggiorato è il paracetamolo generico, per acquistare il quale arriviamo a pagare quasi 10 volte di più rispetto a Regno Unito e Olanda. Per quanto riguarda il paracetamolo la differenza nei prezzi è molto evidente anche nel caso dei marchi leader di mercato (la Tachipirina ci costa il triplo rispetto al medesimo farmaco acquistato Olanda e Regno Unito). La differenza massima di prezzo che abbiamo riscontrato riguarda l‘ibuprofene generico, che in Italia paghiamo fino a 16 volte di più rispetto al Regno Unito.
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Arrivato il Covid nelle nostre vite è stato capace di sconvolgere tutte le nostre abitudini, il nostro equilibrio mentale e psicologico e anche fisico. Che cosa sta accadendo? Cosa stiamo vivendo quotidianamente ormai da circa 10 mesi?
Dietro alle ambulanze, le porte chiuse quali sono state (e quali continuano ad essere) le emozioni che si vivono? Dagli operatori sanitari più coinvolti alle persone che hanno avuto meno ripercussioni da questa pandemia.
Abbiamo condiviso questa delicata questione in diretta Zoom con la Dr.ssa Giuliana Crisman, Medico anatomopatologo psicoterapeuta, la Dr.ssa Ilaria Fontana, psicologa e psicoterapeuta, Matteo Manfredini, scrittore e Jacopo Fo scrittore e attore. Organizzazione a cura di Doris Corsini.
Jacopo Fo Leggi anche:
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Il fotovoltaico è sempre più appetibile, sempre più vantaggioso e la finanza deve allungare il passo per rendere possibile il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi energetici nazionali che, al 2030, richiedono, di fatto, di triplicare le attuali installazioni rispetto all’ultimo biennio.
Il settore del fotovoltaico ha vissuto cambiamenti significativi negli ultimi 5 anni, attraversando diverse fasi, dagli incentivi al consolidamento; dalla rimodulazione del programma Conto energia (cd “Feed-in Tariff”) alla compressione dei rendimenti; fino all’attuale slancio dato dall’innovazione tecnologica, che oggi ha reso il settore ancora più sostenibile rispetto alle fonti tradizionali, anche in assenza di incentivi statali (“grid parity”).
Mancano gli investimenti
«Un’evoluzione del settore è quindi necessaria per consolidare il cambiamento, e contribuire al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi nazionali ed europei di green energy», ha commentato ieri Giuseppe La Loggia, Head of Energy Infratructures di EOS IM Group, di fronte alla platea virtuale del Forum “Investire nel Green Deal. I fondi di investimento e le opportunità dell’Economia Sostenibile”, organizzato dal CNR, Consiglio Nazionale delle Ricerche e GreenHill Advisory. La sfida attuale, in altre parole, è garantire agli investitori quelle opportunità che permettano di sfruttare le potenzialità delle energie rinnovabili anche in assenza di incentivi statali. «Per noi, ad esempio, le nuove opportunità per lo sviluppo sono progetti greenfield operanti in grid-parity, grazie al sostanziale miglioramento tecnologico raggiunto», ha detto La Loggia.
Costi ridotti del 30% in 5 anni
Stando a un’analisi EOS IM su dati International Technology Roadmap for Photovoltaic e LONGi, l’investimento nell’energia rinnovabile da fonte solare gode oggi di un vantaggio per cui, solo negli ultimi 5 anni, il LCOE (il costo) si è ridotto di quasi il 30% dal 2015 al 2019. «Negli ultimi 5 anni sono state introdotte su vasta scala innovazioni come le celle mono-cristallino, la ‘passivazione’ (‘PERC’) e la resa bifacciale del pannello fotovoltaico. L’avanzamento tecnologico ha portato a un importante rilancio dello sviluppo del settore, permettendo il raggiungimento delle condizioni di viabilità e di indipendenza economica degli impianti solari senza necessità di sussidi pubblici», spiega La Loggia.
Pennelli più duraturi e facili da smaltire
«In 30 anni la degradazione dei pannelli solari, grazie al cambio di tecnologia, è diminuita di 14 punti percentuali, permettendo una mitigazione sostanziale del rischio regolatorio, con un contestuale aumento della produzione annua e della vita utile del progetto, una maggiore produzione di energia garantita, e più a lungo. Inoltre, abbiamo oggi un minore impatto ambientale legato al decommissioning, ovvero lo smaltimento, oltre ad una notevole riduzione delle superfici occupate.
«Ulteriori vantaggi legati al progressivo consolidamento tecnologico sono legati alle tecnologie di storage dell’energia nei picchi giornalieri e stagionali di produzione, che non corrispondono sempre a quelli di utilizzo, per cui tutti i nostri nuovi investimenti prevedranno la possibilità di cogliere tali opportunità», ha aggiunto La Loggia.
Da ultimo è stato evidenziato l’impatto positivo e rilevante in termini di indotto per l’economia reale della zona coinvolta da sviluppo di nuovi impianti di generazione di energia, dato il concreto potenziale in termini di occupazione e valorizzazione del territorio.
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