
Categoria: Uncategorized
-

Ho ricevuto questo sacro nome da Manonatha Maharaja, cliccate qui per conoscerlo.
Hare Krishna!
Sri Vrindavana Dhama, India
16 Dicembre 2000
Param vijayate sri krishna sankirtanam
Caro Bhakta Renzo, per favore leggi questa email a voce alta.
Io, Manonath Dasa Vanacari, discepolo formalmente iniziato di Sua Divina Grazia AC Bhaktivedanta Swami Prabhupada, appartengo alla sua linea sia da parte Diksha che Shiksha. Le sue istruzioni e la sua missione sono la mia vita stessa. Srila Prabhupada e’ discepolo di Om Vishnupada Sri Srimad Bhaktisiddhanta Sarasvati Gosvami Maharaja, il quale e’ membro della famiglia spirituale che risale fino a Sri Rupa e Sri Sanatana Gosvami, discepoli Shiksha di Mahaprabhu Sri Krishna Caitanya. Il Maestro spirituale di quest’ultimo e’ stato Isvara Puri, il quale ha colto la misericordia di Sri Madhavendra Puri, la cui linea risale a Sripad Madhvacarya, il quale ha preso insegnamenti da Sri Vyasadeva in persona. Dunque la Parampara di cui sono umilmente membro e’ chiamata Brahma-Madhva-Gaudiya. Questa sacra Sampradaya, dagli albori dei tempi, ha sempre operato per il bene spirituale di tutte le entita’ viventi, diffondendo la conoscenza priva di macchie chiamata Veda. In modo particolare Sri Gauranga Mahaprabhu e Sri Nityananda Prabhu hanno diffuso il maha-mantra Hare Krishna (Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare – Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare) e pregato tutti di cantarlo e recitarlo gioiosamente.
Questi nomi di Krishna (Hara, Krishna e Rama) sono la vita stessa dei Gaudiya Vaishnava e devono essere sulle nostre labbra, nella nostra mente e nel nostro cuore costantemente. La ragione e’ che Sri Krishna non e’ differente dai Suoi nomi, per cui recitarli vuol dire stare con Lui. Questa e’ l’essenza degli insegnamenti di tutti gli Acarya e ogni membro di questa comunita’ spirituale deve comprenderlo e praticare.
Io non ho molte qualita’, tuttavia concedo iniziazioni solo per aiutare gli altri a situarsi nella linea di Sua Divina Grazia AC Bhaktivedanta Swami Prabhupada, le cui disposizioni sono il mezzo migliore per avanzare spiritualmente e sviluppare amore per Radha-Krishna in questo momento storico. Nonostante i miei limiti, ti prego di accettare la mia guida nella comprensione delle istruzioni di Srila Prabhupada e nella loro applicazione.
Accetta e fai tuo il nome Ramananda Dasa. Il significato e’ “colui che da’ gioia a Sri Krishna” e Dasa significa servitore. Chi canta i nomi di Krishna e li fa cantare agli altri e’ Ramananda.
Le mie richieste sono: *) canta un numero fisso di japa al giorno. *) leggi i libri di Srila Prabhupada ogni giorno, una quantita’ fissa di tempo. *) frequenta devoti sinceri che sono privi del difetto di criticare i Vaishnava. *) aiutami nella missione di predicare la Coscienza di Krishna. Approfondiremo questi punti per una migliore applicazione.
Cortesemente prendi questa iniziazione con il massimo della serieta’.
Sempre tuo servitore Manonath Dasa
-

Con l’espressione Hare Kṛṣṇa si indica quel mantra predicato nella Kalisaṃtaraṇa Upaniṣad (Kalisaṃtaraṇopaniṣad) e praticato in diverse scuole viṣṇuite/kṛṣṇaite, in particolar modo da quelle indicate come gauḍīya (di origine bengalese) ovvero fondate sull’insegnamento del mistico bengalese del XVI secolo, Caitanya.
Così recita la Kalisaṃtaraṇopaniṣad:
(IT)
«Al termine dello Dvāpara-yuga, dopo aver percorso tutta la Terra Nārada si reco da Brahmā e gli chiese: “O Signore come posso attraversare questo oceano detto Kali-yuga?”. Brahmā rispose: “Dalla tua domanda trarrà beneficio tutta l’umanità; ascolta il segreto nascosto nelle Śruti, scoprendo ciò si può attraversare il mondo del Kali-yuga: cantando i nomi della Persona suprema, di Nārāyaṇa, può essere cancellato il male del Kali-yuga”. Nārada chiese ancora: “Quali dei santi nomi dobbiamo noi cantare?” Egli [Brahmā] rispose: “hare rāma hare rāma rāma rāma hare hare hare kṛṣṇa hare kṛṣṇa kṛṣṇa hare hare; solo in questo modo, recitando i sedici nomi possiamo distruggere il male del Kali-yuga, non ci sono altri rimedi in nessuna parte del Veda.»(Kalisaṃtaraṇopaniṣad)
Dal che il cosiddetto mahā-mantra (“grande mantra”, così indicato dalle scuole gauḍīya):«hare kṛṣṇa hare kṛṣṇa
kṛṣṇa kṛṣṇa hare hare
hare rāma hare rāma
rāma rāma hare hare»I nomi recitati nel mantra corrispondono a:
Kṛṣṇa: che intende, o il nome stesso della Persona suprema, oppure in qualità di avatāra della Persona suprema questa indicata come Viṣṇu. Kṛṣṇa è celebrato, tra gli altri, nel poema religioso del Mahābhārata, segnatamente nel VI parvan dell’opera dove è conservata la Bhagavadgītā (“Canto dell’Adorabile Signore”), come il Bhagavān la “Persona suprema”.
Rāma: corrisponde all’ avatāra di Kṛṣṇa/Viṣṇu celebrato nel Rāmāyaṇa; ma può intendere anche Balarāma, il fratello di Kṛṣṇa e avatāra o “espansione” di Kṛṣṇa/Viṣṇu.
Hare: tale nome corrisponde, in qualità di vocativo, ad Hari (il “Fulvo”), qui inteso come epiteto di Kṛṣṇa; ma può essere anche inteso, sempre in qualità di vocativo, come Hara (agg. “affascinante”) qui inteso come Rādhā, la paredra eterna di Kṛṣṇa.
Tale mantra upaniṣadico è stato diffuso in Occidente dall’insegnamento dello ācārya viṣṇuita di scuola gauḍīya Abhaya-Caraṇāravinda Bhakti-Vedānta Svāmī Prabhupāda (1896-1977) ed è al fondamento anche della pratica cultuale dell’Associazione internazionale per la coscienza di Krishna da lui fondata. -

“Quando finisce l’innamoramento? Quando l’altra persona non è più come prima noi la immaginavamo. Smettiamo di sentirci innamorati quando l’idea che abbiamo in testa si scontra giorno dopo giorno con la realtà. Quando iniziamo a essere stanchi delle aspettative umiliate, dei silenzi sospesi e delle assenze che tolgono il fiato.
Quando iniziamo a sentire finalmente di meritare tutta la torta e non solo più briciole sparse al vento” -

selezionate da Renzo
La scienza dei gatti
Dopo anni di studi sui cani, un gruppo di intrepidi ricercatori ha affrontato graffi e il disinteresse felino per colmare le nostre lacune sulla loro intelligenza socialePolistirolo addio! Scienziati creano dalle piante alternativa vegetale compostabile
Il cashmere fa male all’ambiente
E sempre più aziende – da H&M a Gucci – non lo usano più o stanno cercando alternative sostenibili e rispettose degli animali -

La maggior parte delle persone crede che l’uomo sia un essere superiore. Il mondo è abitato dagli esseri umani e dagli animali. Fa’ da cornice a tutto questo il regno della natura. Siamo stati messi in questo emisfero per dividere i territori tra di noi, rispettandoci. Tutti hanno diritto a vivere in pace e felici, con gli stessi diritti e gli stessi doveri.L’incivilta’ dell’uomo raggiunge l’apice quando non rispetta gli animali ferendoli solo per il gusto di vederli soffrire, uccidendoli per mangiarne le carni o per usare le loro pellicce per vestire la loro vanità.L’essere umano mostra la sua anima squallida quando non si ferma ad aiutare un essere più debole o in difficoltà. Ipocritamente si scopre, quando mostra i suoi valori che sono: il potere, il denaro, il successo vestito sotto mentite spoglie. Spesso, esternando arroganza, sono state combattute guerre, solo per mantenere l’egemonia sui popoli del terzo mondo. La loro condizione( di miseria) non permette loro di essere autosufficienti e alle parole di commiserazione non seguono azioni utili a farli vivere, con cibo e medicine utili al loro benessere quotidiano, solo per potere sfruttare le risorse dei loro terreni. Finché l’uomo continuerà a comportarsi in questo modo il nostro globo si coprirà di vergogna perché gli insegnamenti di chi ha creato tutto questo sono stati distorti a uso e consumo di un’ipocrisia e di una violenza che non ha ne’ ideali ne’ valori veri.
-

(article selected by Massimiliano)
Read the full article by clicking here.
-

Sabato 25 maggio, a partire dalle ore 20, si terrà la cena di primavera della Pubblica Assistenza Croce del Navile Onlus
Per chi volesse partecipare, o chiedere informazioni, sulla cena o sull’associazione e i suoi servizi, sono a disposizione il numero 051/6325566, la mail info@crocedelnavile.org e il numero 3938160071 per Whatsapp
La Pubblica Assistenza Croce del Navile è una Associazione di Volontariato che nasce il 5 settembre 2012 per volere di un gruppo di giovani amici, che mossi da un grande spirito di solidarietà ed esperienza nei settori del trasporto infermi e del soccorso sanitario, si sono riuniti e hanno deciso di intervenire col loro impegno a supporto delle persone bisognose di aiuto.
L’impegno costante e crescente che ci ha spinti a perseguire l’obiettivo della fondazione della Croce del Navile è stata la vicinanza della popolazione e delle istituzioni del quartiere Navile, che hanno supportato le nostre idee e ci hanno assistito sia nel crescente bisogno di visibilità, ritagliandoci diversi spazi nelle manifestazioni e ricorrenze del quartiere, sia capendo i bisogni della comunità per presentarci come attori attivi nel tessuto di utilità sociale già esistente, nella rete del volontariato del quartiere e della città.
Lo spirito che anima la Croce del Navile è tangibile tra i sentimenti dei volontari e dei nostri cari che seguono gli sviluppi e la visibile crescita dell’associazione, avendo come parole d’ordine collaborazione, senso di appartenenza, spirito d’iniziativa e per finire quel pizzico d’incoscienza di cominciare un’avventura nuova in tempo di crisi che sicuramente non ci aiuterà, ma farà si che tutti i volontari siano stretti nell’idea di vincere nonostante
le avversità.

